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venerdì 16 agosto 2013

BAR SPORT - STEFANO BENNI

Pubblicato da Mondadori nel 1976. Ripubblicato da Feltrinelli nel 1997

Pur avendo letto un numero più che ragguardevole di libri nella mia vita, sono sempre stato piuttosto avaro con le letture di libri comici o addirittura satirici. Non che sia una persona a cui non piaccia farsi qualche grassa risata, il fatto è che credo che il far ridere attraverso la carta stampata sia uno degli obiettivi più complessi per qualsiasi scrittore e spesso in passato sono rimasto deluso da autori "comici" considerati bravissimi.
Probabilmente non avrei neanche mai letto questo "Bar sport" se un paio d'anni fa non fosse uscito l'omonimo film, film che devo tuttora vedere, proprio perché aspettavo di finire questo breve e pungente lavoro di Benni.

Cosa dire di questo "Bar sport"? Beh, certamente che Benni ha saputo toccare le corde giuste, inquadrando in maniera pressoché perfetta i classici personaggi da bar italiano, gettandoli in un mondo estremamente surreale eppure verissimo. Chiunque abbia frequentato i veri  bar popolari di provincia (ormai, ahime, in triste declino) non potrà che essere d'accordo. I personaggi eccentrici descritti da Benni sono gli stessi personaggi che spesso si possono ancora incontrare in tanti circoli sparsi per lo stivale, anche le storie narrate, per quanto assurde e scollegate tra loro, non hanno nulla di nuovo. Infondono anzi una sorta di calda nostalgia per un mondo che, seppur esistendo ancora, rischia di essere fagocitato dalla nuova miriade di locali senz'anima e senza storie da raccontare.

Non un libro perfetto, ma un libro che sa divertire e che diverrà un prezioso documento su di un mondo che presto non esisterà più.

ALTRI LIBRI RECENSITI

venerdì 17 maggio 2013

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 10 - (MAGGIO)

Buongiorno a tutti, cari lettori.
Il mese scorso avevo detto che in ogni numero di questa rubrica avrei parlato di due dei dieci racconti vincitori del concorso Corpi freddi. Come è mio solito, sono costretto a modificare i miei piani e, solo per questa volta, parlarvi di un unico racconto. Questo perché lavori vincitori non sono dieci, ma bensì undici. Eh sì, c'era stato un pari-merito e io non me ne ero accorto (non me ne ricordavo?). In poche parole oggi parlerò soltanto del racconto classificatosi undicesimo. Ma prima gli altri due (ottimi) libri del mese.

IL 36° GIUSTO - CLAUDIO VERGNANI (GENERE - Horror, EDITORE - Gargoyle, ANNO - 2010, PAGINE - 528, VOTO - 8)

N.B. - Se non avete letto il primo libro, non leggete questa recensione. CONTIENE SPOILER!

Seconda fatica dell'ottimo Vergnani e sequel del sorprendente: Il 18° vampiro, che tanto mi aveva colpito il mese scorso. Ritornano i nostri (anti)eroi preferiti: Claudio, Vergy, ma anche Gabriele. In più altri personaggi, ma di questo parleremo dopo. Tornano anche i temibili e sporchi vampiri Vergnaniani, qui ridotti in una maniera persino peggiore del primo volume. Se ne Il 18° vampiro le similitudini con i succhiasangue tradizionali erano poche, qui si fanno praticamente nulle. Non c'è più un briciolo di umanità in questi esseri marci (in tutti i sensi) e crudeli all'inverosimile. Qui poi, rimangono soltanto le fasce più deboli dell'"armata vampirica" che stava distruggendo Modena e il mondo intero, alla fine del primo libro. Ed è proprio di queste "fasce deboli" (le virgolette sono d'obbligo) che si occupano i nostri eroi, questa volta non più come liberi professionisti, ma come sottoposti del misterioso datore di lavoro, Paride, un ammazzavampiri la cui psicologia non viene mai troppo svelata dall'autore (ma tutto lascia supporre che lo sarà nell'ultimo libro della trilogia). Il nuovo (vecchio) lavoro della coppia Claudio-Vergy (Gabriele, che ha fatto fortuna, si unirà a loro solo in seguito) sarà il viatico adatto alle solite battute scatologiche e riuscitissime di Vergy (ma su Vergy il discorso da fare sarebbe molto più complesso, visto che è anche il personaggio capace di instaurare profondi discorsi filosofici e sociologici mai scontati )e al profondo pessimismo cosmico di Claudio (altro personaggio molto ben costruito), nello sfondo il solito gotico sanguinolento e rivoltante (in senso buono). Più una serie di quattro novelle che un romanzo vero e proprio, questo "36° giusto" si legge che è un piacere (a patto che siate avvezzi a horror e frattaglie) e funge da viatico per la terza e ultima parte che spero di leggere a breve. 
Signori e signore è nato un signor scrittore dell'orrore, un uomo che non ha paura di inserire personaggi che vanno ben oltre l'umana decenza, comportamenti davvero tanto deviati e scene di un'epicità scatologia più unica che rara (la battaglia durante la dissenteria è qualcosa che non si scorda). I miei più vivi complimenti a Claudio Vergnani.

PS - un paio di cose che mi hanno lasciato perplesso: 1)come diavolo è possibile che in un libro del genere ci siano così tanti refusi? Il correttore di bozze aveva la varicella? 2)A mio avviso c'è un errore di fondo nei vampiri di questo secondo libro. Mentre nel primo i vampiri passavano il giorno in uno stato simile al coma, qua sono piuttosto rincoglioniti, ma abbastanza arzilli da ammazzare qualcuno (scena finale della villa in montagna). Viceversa, di notte sembrano leggermente meno potenti rispetto al 18° vampiro, ma quest'ultima potrebbe essere solo una mia impressione. 3) Ma si può sapere con chi vive adesso Elisabetta? Con il ragazzino o con l'ex amico di Vergy?

Dallo stesso autore: Il 18° vampiro


FAME - SERGIO ORICCI (GENERE - Horror/Surreale, EDITORE - I sognatori, ANNO - 2013, PAGINE - 113, VOTO - 8,5)

Sergio Oricci ha una particolarità che apprezzo molto in uno scrittore: sa dire molte cose in poche pagine, e sa farlo senza che la storia ne risenta. Con questo prequel di Gioie e sapori, Oricci ci riporta nel suo mondo, quello di Boccamare di sotto, ma prima che si chiamasse così. Parecchi misteri celati in Gioie e sapori vengono finalmente svelati e si scoprono più cose su Corrado, il bizzarro (malvagio?) protagonista dei due libri, sulla dinastia dei Pratt e sulla maledizione che sembra aleggiare in quel piccolo innocuo paesino di provincia. Ottima l'atmosfera da favola nera che cela un'anima marcia e malvagia dietro a una patina dolce e appetitosa. In più sembra che la storia abbia ancora altro da regalarci, non mi stupirei se ne uscisse fuori una trilogia. Che altro dire; oltre a Vergnani, un altro ottimo interprete dell'horror di casa nostra. Non chiedetemi chi dei due sia il più bravo, non saprei rispondere. Entrambi riescono a toccare le corde più intime del lettore, ma nel farlo utilizzano due stili completamente diversi. 
Confrontarli non è inutile, è stupido.
Consigliatissimo sia a chi volesse completare il discorso iniziato con Gioie e sapori, sia chi volesse immergersi anima e corpo in una toccante favola nera.

Dallo stesso autore: Gioie e sapori


BODY - AFRA TRESOLDI (GENERE - Fantascienza/Horror, EDITORE - Chichili agency, ANNO - 2013, PAGINE - 20, VOTO - 7)

Al terzo racconto letto (quarto se conto il mio), posso incominciare a dire che questo concorso letterario, bandito dal blog noir corpifreddi, abbia tirato fuori un buon numero di ottimi narratori. Questo racconto distopico/apocalittico non fa eccezione. In poche pagine, Afra (pseudonimo?) descrive bene un futuro non solo possibile ma, fatemelo dire, piuttosto probabile dove l'umanità vive per lavorare (il fatto che il lavoro venga svolto quasi interamente su computer non fa che dilatare all'infinito i "turni"). L'unico svago che sembra concedersi la maggior parte della gente è composto da modernissimi ritocchi estetici offerti a basso prezzo dalla Body, una multinazionale diventata in breve tempo potentissima. Qualunque appassionato di horror saprà bene che in un mondo così presto qualcosa di brutto accadrà, e infatti è proprio quello che succede. Ottima la prima parte, un po' meno la seconda (un tantino troppo scontata, a mio avviso), dove però alcune scene decisamente macabre colpiscono nel segno. 
Consiglio i lettori di comprare l'intera collezione ebook di questo concorso. Dopotutto si tratta di 11 storie che, sommate insieme, hanno il prezzo di un normale libro.




venerdì 1 marzo 2013

DRIVE IN (trilogia) - JOE R. LANSDALE

Scritto nel: 1988/1989/2005 - Pubblicato in Italia da Einaudi nel: 1998/2004/2008

Non avevo mai letto nulla di Lansdale, ma, convinto dal mio libraio di fiducia, mi sono immerso speranzoso tra le pagine di questa trilogia condensata in un unico libro.
Davvero un'ottima idea!
C'è qualcosa di ipnotico nel modo di scrivere di Lansdale, un qualcosa che ti rende estremamente difficile abbandonare il "Mondo del drive-in" una volta che si è iniziato a leggere. Proprio da questo prende spunto la storia: migliaia di persone bloccate in un gigantesco drive-in (un cinema all'aperto dove si può assistere allo spettacolo direttamente in macchina... per chi non lo sapesse) da una forza oscura e misteriosa. Da questo spunto iniziale, Lansdale fa un lavoro ben più che egregio nel costruire la psicologia dei vari personaggi, prima increduli, poi incazzati e infine rassegnati a una sopravvivenza ai limiti dell'impossibile.
Sarò franco: alcune parti sono davvero toste da digerire (mi riferisco alla violenza), in più l'autore descrive stupri e cannibalismo (quest'ultimo sopratutto ai danni di bambini o verso soggetti inermi) con studiata noncuranza, quasi come se fosse la cosa più normale del mondo. E' facile per il lettore passare avanti senza provare particolari emozioni, almeno finché non si fa mente locale e ci si accorge dell'orrore che è appena passato sotto gli occhi. Ovviamente aborrisco stupri e cannibalismo, eppure non sono riuscito a non sentirmi in colpa, quasi se fossi stato io il colpevole. Nel bene e nel male, queste emozioni riesce a procurartele solo un grande autore.
Grande anche nel dipingere i vari personaggi impegnati in una dura lotta tra quello che erano prima e quello che sono diventati, una lotta dove è facile prevedere la vittoria della seconda identità, quella che lascia da parte le regole sociali (o la gran parte delle regole sociali) a beneficio della sopravvivenza del singolo. Forse nell'ultima parte della trilogia è presente una parziale marcia indietro ma che cambia poco delle carte ormai lanciate sulla tavola. Ognuno per sé e Dio per tutti. Solo che dio qua non esiste, e se esiste è un grandissimo bastardo! Come dirà Grace, una delle protagoniste del secondo e del terzo romanzo.

Una menzione a parte la merita il "Re del popcorn" che incarna perfettamente le righe scritte in precedenza: un uomo (anzi due... leggendo capirete) in precedenza buono, che opta per una sopravvivenza assoluta e primordiale e chiede ai suoi nuovi sudditi, cadaveri in cambio di una tenue speranza di sopravvivere. Uno dei cattivi (ma è davvero cattivo?) più riusciti che abbia mai letto.

Ovvio che non è tutto oro ciò che luccica; in questa trilogia sono presenti anche parti non esaltanti (uno dei personaggi principali scompare dopo il secondo libro e non se ne fa inspiegabilmente più menzione), nonostante tutto, rimane un libro da leggere e apprezzare.

Dallo stesso autore: Cielo di sabbia

ALTRI LIBRI RECENSITI

domenica 30 settembre 2012

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 3 (SETTEMBRE)

Dopo un Agosto non esaltante, ritorno con tre libri poco conosciuti ma di buon valore.



NEL FANGO DEL DIO PALLONE - CARLO PETRINI: (GENERE - sportivo/biografico/drammatico, EDITORE - kaos edizioni, ANNO - 2000, PAGINE - 195, VOTO - 8)

Tra i tre libri che proporrò questo è quello che ha venduto certamente di più ed è stato pubblicato da una casa editrice non certo microscopica, però, nonostante le discrete vendite (è stato ristampato più volte, l'ultima nel 2010) e l'importanza delle parole scritte, è stato boicottato dai più grandi media televisivi e della carta stampata. Chi ha letto le pagine autobiografiche di Petrini (buon giocatore degli anni '70) non sarà rimasto sorpreso dagli scandali calcistici di questi anni. In queste 196 pagine c'è tutto: soldi, donne, doping, partite combinate. Questa è la dimostrazione che tutti avrebbero potuto scoprire in anticipo il fango che regna nel mondo del calcio, ma a volte il vecchio motto: Lontano dagli occhi, lontano dal cuore ha il sopravvento (sopratutto se è aiutato scandalosamente dal silenzio di TV e giornali). Lo consiglio agli appassionati di calcio, che dovrebbero essere i primi a pretendere un sport più pulito.
Link al libro

INFERNO 17 - DAVIDE CASSIA: (GENERE - Thriller, EDITORE - XII, ANNO - 2007, PAGINE - 263, VOTO - 7)

Davvero un buon thriller d'odor paranormale questo di Davide Cassia che mette in scena una storia niente male, condita da un finale a sorpresa davvero ben orchestrato (anche se non impossibile da prevedere). L'intreccio è buono e la storia si divide in diversi binari: in una c'è un ispettore di polizia (alla Callaghan, per capirci) che indaga su strani e misteriosi omicidi seriali. Nel secondo (il più riuscito, senza alcun dubbio), l'infermiere Paolo Montale è pagato profumatamente soltanto per sorvegliare un paziente sfigurato e in coma vigile (Qualche brivido garantito). Nel terzo si assiste alla follia del serial killer, forse un po' troppo stereotipato. Ma quale moderno serial killer letterario non lo è?
I patiti del thriller apprezzeranno.
Link al libro


GIOIE E SAPORI . SERGIO ORICCI: (GENERE - Horror/Surreale, EDITORE - I sognatori, ANNO - 2011, PAGINE - 107, VOTO - 9)

"Fosse nato in qualche altro paese europeo o negli Stati Uniti, Sergio Oricci avrebbe sfondato di sicuro." Questo è quello che ho pensato appena finita l'ultima pagina di Gioie e sapori, Un romanzo di difficilissima collocazione: Un po' horror, un po' comico, molto grottesco. Il personaggio di Corrado Pratt, gestore del negozio di dolciumi del piccolo paesino di Boccamare di Sotto, deve qualcosa al Leland Gaunt di Cose preziose (Uno dei migliori romanzi di Stephen King. Se non lo avete ancora fatto, leggetelo), ma se ne discosta abbastanza da vivere di vita propria. Il romanzo inizia in maniera leggera, come è leggera l'aria che si respira normalmente nei piccoli paesini di provincia tipo Boccamare. Poi qualcosa cambia, la tranquillità si trasforma in una sarabanda di sangue e follia, per terminare in un finale che più cupo non si può (dico sul serio, nel finale Oricci dimostra una maestria rara). 
Per concludere faccio i miei complimenti all'autore (al suo primo romanzo, tra l'altro) e alla casa editrice: I sognatori, che ho già nominato varie volte in questo blog e che comincio ad apprezzare davvero tanto.
Link al libro 
NB: Oggi 28/06/2013 il libro risulta esaurito. Se, come penso, ci sarà una ristampa vi farò sapere.

Dallo stesso autore: Fame

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PS: Vista la difficoltà di reperire libri di piccole case editrici di qualità e visto che leggo anche altro, d'ora in poi la rubrica sarà bimestrale a tutti gli effetti. Quindi ci vediamo a fine Novembre.