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lunedì 2 giugno 2014

LA MORTE E' UN'OPZIONE ACCETTABILE - GABRIELLA GRIECO

Pubblicato nel 2013 dalla casa editrice I Sognatori

Dalla pagina del sito: Una donna entra in una stazione di polizia italiana e sequestra tre persone. E' sola contro centinaia di agenti, ma nessuno può intervenire. La ragione? Semplice: la donna stringe in mano un detonatore; il detonatore è collegato a dell'esplosivo; l'esplosivo è assicurato a una cintura; la cintura gira intorno al torace dei sequestrati. Il pulsante del detonatore è già stato schiacciato: nel momento in cui il pollice dovesse allentare la presa, i sequestrati salterebbero in aria. Alla donna non accadrebbe nulla, qualora l'esplosione avvenisse lontano da lei. E se dovesse avvenire nelle sue vicinanze... non avrebbe importanza, poiché per la sequestratrice la morte è un'opzione accettabile.

Romanzo d'esordio per Gabriella Grieco, che punta tutto su un thriller veloce e dalla tensione costante. Cosa vorrà quella donna dai tre uomini che ha preso astutamente come prigionieri? La risposta non tarderà ad arrivare, ma questo non rovinerà la componente thriller che non verrà intaccata fino al finale (che, invero, è stata la parte che ho apprezzato di meno).
Un più che discreto romanzo d'esordio, che fa rimanere il lettore incollato sulla poltrona per tutta la (breve) durata della storia.
Sinceramente c'è ancora da limare qualcosa, ma la bravura della Grieco è innegabile.

Altri libri recensiti

domenica 1 settembre 2013

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 12 - (SETTEMBRE)

Scrissi il mio ultimo post sulla piccola editoria quando l'estate era appena arrivata, ora che siamo agli sgoccioli mi appresto a consigliare altri due buoni libri del piccolo mondo editoriale italiano. Lo so che questa mia rubrica dovrebbe essere mensile, ma non sempre ci si riesce e qualche mese slitta via.
Colpa dell'estate? Un po'.
Colpa della scarsità di libri meritori? Beh, ammetto che in questi mesi ho faticato a trovare qualcosa di davvero buono. Ma stiamo attenti a non dimenticare che dal (non troppo) lontano giugno 2012, in questa piccola rubrica, ho segnalato la bellezza di 32 lavori di scrittori poco conosciuti. Erano tutti capolavori? Certamente no, ma chi vuole leggere solo capolavori è bene che si premunisca di una libreria abbastanza piccola. Qui si parla di buoni libri usciti dalle tante piccole case editrici che cercano di barcamenarsi in un periodo molto difficile. Non sempre è facile trovarli, questi buoni libri, ma non è neanche così difficile, come molti pensano.
Ma ora bando alle ciance:

MOSTRI DI NATALE - FLAVIO PAGANI (GENERE - Umorismo surreale/drammatico/fantasy, EDITORE - I sognatori - Factory editoriale, ANNO - 2012, PAGINE - 148)

Dalla quarta di copertina: "Mostri di natale" è una raccolta di racconti sul tema del natale, ma non solo. Si narrano alcuni modi per affrontare la crisi e la precarietà armati di un dono. O di un sogno. Attraverso esperienze apparentemente mostruose , ma tremendamente vere, vissute con una bontà alternativa. Ricorrendo alla satira, al noir, all'immaginazione e affidati a lettere, dialoghi o canzoni... inseguendo il disincanto di una sigaretta spenta o il canto di una scintilla riflessa in un abbraccio, un amore finito in bicchiere o uno iniziato sotto la luna. Storie vissute su generosità o cattiverie estreme. Alla ricerca di un miracolo piccolo, ma possibile.

Non ho (ancora) letto il romanzo più famoso di Pagani (Lapsus ndr), ma sono certo di una cosa: questo è uno di quegli scrittori che eccelle nell'uso dei dialoghi e riesce, con poche parole, a creare un'ambientazione allo stesso tempo ben definita e onirica, quasi sfasata (come ci riesca per me è un mistero). In queste poche pagine Pagani riesce a unire fra loro ben ventitre brevi racconti e ci narra alcune visioni natalizie, per una volta originali. Il genere non è definibile, si va dall'umoristico puro, alla commedia nera e surreale, fino al dramma più intenso. L'unico dato di fatto è l'estrema bravura con cui Pagani riesce a unire la molta carne nel fuoco, creando un piatto ricco e non indigesto. Guai a prendere sottogamba questa raccolta di racconti  intersecati tra loro. Una lettura troppo rilassata potrebbe farvi perdere il meglio, mentre una troppo concentrata non vi permetterà di godere dell'eccentrica "magia natalizia" di cui il libro è permeato.

PS: I racconti "Tre parole per strada" e "Natale longobardo" sono stati scritti a quattro mani, assieme all'editore Aldo Moscatelli.

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LA NOTTE ETERNA DEL CONIGLIO - GIACOMO GARDUMI (GENERE - Apocalittico/Fantascienza/Thriller - EDITORE - Marsilio, ANNO - 2003, PAGINE - 417)

Dalla quarta di copertina: Un'inaspettata apocalisse nucleare distrugge la razza umana e trasforma la Terra in un pianeta morto. Sopravvivono quattro piccoli nuclei familiari, nascosti in minirifugi antiatomici. I superstiti posso comunicare tra loro grazie a un trasmettitore satellitare. Improvvisamente gli occupanti di uno dei rifugi cominciano a sentire dei colpi battuti sulla porta, come se qualcuno volesse entrare, benché la telecamera che inquadra la superficie riveli chiaramente che nessuno si è avvicinato. Gli avvenimenti misteriosi si moltiplicano, finché un "coniglio rosa" penetra nel rifugio e (...)

Questo romanzo d'esordio di Giacomo Gardumi ebbe, ai tempi, un buon riscontro di pubblico underground, tanto che si decise di farne un film (i pochi che l'hanno visto parlano di trashata. Io non ho ancora avuto questo piacere, quindi non mi esprimo). Che dire di questo romanzo? Beh, certamente che la storia è abbastanza pazzesca e claustrofobica da aver immediatamente attirato la mia attenzione. Le parti thriller sono ben descritte (anche se troppo poche) e il mistero è ben celato fino alla fine. Persino i (giganteschi) buchi nella trama vengono riempiti (più o meno) nel lungo spiegone finale. Un buon libro insomma, ma con dei nei piuttosto importanti: primo fra tutti l'estrema prolissità di alcune parti, che vanno a sfilacciare una trama che avrebbe dovuto avere un più marcato tocco thriller. Anche la protagonista, che narra in prima persona, risulta piuttosto antipatica e le sue angosce, la sua rabbia, il suo dolore non sempre riescono a penetrare nel lettore. Nonostante qualche imperfezione, comunque la storia prende e tutti noi attendiamo di scoprire l'identità del misterioso assassino nascosto dietro una maschera da coniglio (sempre che si tratti di un uomo e che quella sia effettivamente una maschera). La soluzione dell'enigma risulta abbastanza raffazzonata, ma funziona. L'interminabile spiegone finale che, come già detto, punta a tappare le falle narrative, funziona molto meno.
In ogni caso, consigliato.

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ALTRI LIBRI RECENSITI

venerdì 17 maggio 2013

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 10 - (MAGGIO)

Buongiorno a tutti, cari lettori.
Il mese scorso avevo detto che in ogni numero di questa rubrica avrei parlato di due dei dieci racconti vincitori del concorso Corpi freddi. Come è mio solito, sono costretto a modificare i miei piani e, solo per questa volta, parlarvi di un unico racconto. Questo perché lavori vincitori non sono dieci, ma bensì undici. Eh sì, c'era stato un pari-merito e io non me ne ero accorto (non me ne ricordavo?). In poche parole oggi parlerò soltanto del racconto classificatosi undicesimo. Ma prima gli altri due (ottimi) libri del mese.

IL 36° GIUSTO - CLAUDIO VERGNANI (GENERE - Horror, EDITORE - Gargoyle, ANNO - 2010, PAGINE - 528, VOTO - 8)

N.B. - Se non avete letto il primo libro, non leggete questa recensione. CONTIENE SPOILER!

Seconda fatica dell'ottimo Vergnani e sequel del sorprendente: Il 18° vampiro, che tanto mi aveva colpito il mese scorso. Ritornano i nostri (anti)eroi preferiti: Claudio, Vergy, ma anche Gabriele. In più altri personaggi, ma di questo parleremo dopo. Tornano anche i temibili e sporchi vampiri Vergnaniani, qui ridotti in una maniera persino peggiore del primo volume. Se ne Il 18° vampiro le similitudini con i succhiasangue tradizionali erano poche, qui si fanno praticamente nulle. Non c'è più un briciolo di umanità in questi esseri marci (in tutti i sensi) e crudeli all'inverosimile. Qui poi, rimangono soltanto le fasce più deboli dell'"armata vampirica" che stava distruggendo Modena e il mondo intero, alla fine del primo libro. Ed è proprio di queste "fasce deboli" (le virgolette sono d'obbligo) che si occupano i nostri eroi, questa volta non più come liberi professionisti, ma come sottoposti del misterioso datore di lavoro, Paride, un ammazzavampiri la cui psicologia non viene mai troppo svelata dall'autore (ma tutto lascia supporre che lo sarà nell'ultimo libro della trilogia). Il nuovo (vecchio) lavoro della coppia Claudio-Vergy (Gabriele, che ha fatto fortuna, si unirà a loro solo in seguito) sarà il viatico adatto alle solite battute scatologiche e riuscitissime di Vergy (ma su Vergy il discorso da fare sarebbe molto più complesso, visto che è anche il personaggio capace di instaurare profondi discorsi filosofici e sociologici mai scontati )e al profondo pessimismo cosmico di Claudio (altro personaggio molto ben costruito), nello sfondo il solito gotico sanguinolento e rivoltante (in senso buono). Più una serie di quattro novelle che un romanzo vero e proprio, questo "36° giusto" si legge che è un piacere (a patto che siate avvezzi a horror e frattaglie) e funge da viatico per la terza e ultima parte che spero di leggere a breve. 
Signori e signore è nato un signor scrittore dell'orrore, un uomo che non ha paura di inserire personaggi che vanno ben oltre l'umana decenza, comportamenti davvero tanto deviati e scene di un'epicità scatologia più unica che rara (la battaglia durante la dissenteria è qualcosa che non si scorda). I miei più vivi complimenti a Claudio Vergnani.

PS - un paio di cose che mi hanno lasciato perplesso: 1)come diavolo è possibile che in un libro del genere ci siano così tanti refusi? Il correttore di bozze aveva la varicella? 2)A mio avviso c'è un errore di fondo nei vampiri di questo secondo libro. Mentre nel primo i vampiri passavano il giorno in uno stato simile al coma, qua sono piuttosto rincoglioniti, ma abbastanza arzilli da ammazzare qualcuno (scena finale della villa in montagna). Viceversa, di notte sembrano leggermente meno potenti rispetto al 18° vampiro, ma quest'ultima potrebbe essere solo una mia impressione. 3) Ma si può sapere con chi vive adesso Elisabetta? Con il ragazzino o con l'ex amico di Vergy?

Dallo stesso autore: Il 18° vampiro


FAME - SERGIO ORICCI (GENERE - Horror/Surreale, EDITORE - I sognatori, ANNO - 2013, PAGINE - 113, VOTO - 8,5)

Sergio Oricci ha una particolarità che apprezzo molto in uno scrittore: sa dire molte cose in poche pagine, e sa farlo senza che la storia ne risenta. Con questo prequel di Gioie e sapori, Oricci ci riporta nel suo mondo, quello di Boccamare di sotto, ma prima che si chiamasse così. Parecchi misteri celati in Gioie e sapori vengono finalmente svelati e si scoprono più cose su Corrado, il bizzarro (malvagio?) protagonista dei due libri, sulla dinastia dei Pratt e sulla maledizione che sembra aleggiare in quel piccolo innocuo paesino di provincia. Ottima l'atmosfera da favola nera che cela un'anima marcia e malvagia dietro a una patina dolce e appetitosa. In più sembra che la storia abbia ancora altro da regalarci, non mi stupirei se ne uscisse fuori una trilogia. Che altro dire; oltre a Vergnani, un altro ottimo interprete dell'horror di casa nostra. Non chiedetemi chi dei due sia il più bravo, non saprei rispondere. Entrambi riescono a toccare le corde più intime del lettore, ma nel farlo utilizzano due stili completamente diversi. 
Confrontarli non è inutile, è stupido.
Consigliatissimo sia a chi volesse completare il discorso iniziato con Gioie e sapori, sia chi volesse immergersi anima e corpo in una toccante favola nera.

Dallo stesso autore: Gioie e sapori


BODY - AFRA TRESOLDI (GENERE - Fantascienza/Horror, EDITORE - Chichili agency, ANNO - 2013, PAGINE - 20, VOTO - 7)

Al terzo racconto letto (quarto se conto il mio), posso incominciare a dire che questo concorso letterario, bandito dal blog noir corpifreddi, abbia tirato fuori un buon numero di ottimi narratori. Questo racconto distopico/apocalittico non fa eccezione. In poche pagine, Afra (pseudonimo?) descrive bene un futuro non solo possibile ma, fatemelo dire, piuttosto probabile dove l'umanità vive per lavorare (il fatto che il lavoro venga svolto quasi interamente su computer non fa che dilatare all'infinito i "turni"). L'unico svago che sembra concedersi la maggior parte della gente è composto da modernissimi ritocchi estetici offerti a basso prezzo dalla Body, una multinazionale diventata in breve tempo potentissima. Qualunque appassionato di horror saprà bene che in un mondo così presto qualcosa di brutto accadrà, e infatti è proprio quello che succede. Ottima la prima parte, un po' meno la seconda (un tantino troppo scontata, a mio avviso), dove però alcune scene decisamente macabre colpiscono nel segno. 
Consiglio i lettori di comprare l'intera collezione ebook di questo concorso. Dopotutto si tratta di 11 storie che, sommate insieme, hanno il prezzo di un normale libro.




martedì 7 maggio 2013

SPICCARE IL BALZO NELL'EDITORIA ITALIANA. POSSIBILE?

Quasi un anno fa, più precisamente il 30 maggio 2012, recensii un ebook gratuito scritto da Aldo Moscatelli, fondatore di un'ottima casa editrice pugliese:I sognatori.
 L'ebook, dal curioso titolo: "Le invio un manoscritto, attendo contratto", non era altro che una lucida e tragicomica sfuriata verso i problemi che il mondo dell'editoria (sopratutto della piccola editoria) ha ormai da troppo tempo.
Vi rimando al link della recensione se volete saperne di più in merito e vi consiglio sopratutto di scaricare l'ebook in questione (trovate il link nella recensione), perché è davvero interessante.
Come mai sto qui a parlare di una recensione scritta quasi un anno fa? Beh, sopratutto perché in un anno sono cambiate molte cose, ma non i problemi che affliggono l'editoria italiana. In un momento storico in cui persino le major fanno fatica, le piccole e medie case editrici boccheggiano in attesa di tempi migliori e spesso sono costrette a chiudere i battenti. In un momento come questo, o si rimane immobili e si viene schiacciati, o si prova a inventare qualcosa e si tenta il classico balzo verso l'alto. Un balzo difficile, ma forse ancora possibile. Ed è qui che entra in scena Aldo.
Lui a chiudere o a boccheggiare non ci sta, e ha ideato un modo per tentare la scalata e ritagliarsi uno spazio maggiore nel complicato (grottesco?) mondo editoriale italiano. 
Una factory editoriale.
E che diavolo è una factory editoriale?
Si tratta di un fortunato (spero e credo) incrocio tra una casa editrice tradizionale e una scuola di scrittura e un'associazione di autori. Per dirla in parole semplici: L'UNIONE FA LA FORZA! 
Dal 27 aprile al 27 maggio sono aperte le iscrizioni per tentare di entrare a far parte stabilmente della vita e delle vicissitudini della casa editrice, aiutando gli altri autori e ricevendo aiuto dagli altri, sia da un punto di vista tecnico (trame, stili di scrittura ecc...), sia da un punto di vista logistico e più pragmatico (presentazioni, vendite ecc...).  Per entrare a far parte di questa nuova realtà editoriale dovrete mandare alcuni vostri lavori (non più di 40.000 battute, spazi inclusi) e attendere la risposta di Moscatelli. 
Per informazioni più dettagliate, leggere attentamente qui.
Io posso dire con un certo orgoglio di essere già dentro alla factory, grazie al mio racconto: "Un posto sporco, illuminato male" pubblicato nell'antologia: "Il cerchio capovolto Vol. 3", ovviamente targata "Sognatori".

Che altro dire... vi auguro un sincero in bocca al lupo e vi consiglio di prendere questo treno, o almeno tentare. Sappiamo tutti che spesso i treni italiani sono scomodi e lenti, ma l'eccezione che conferma la regola si trova sempre, basta avere la fortuna e la tenacia di trovarla.

martedì 8 gennaio 2013

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 6 (GENNAIO)

Prima infornata dell'anno e già un possibile vincitore dello Stregoscar 2013. Ma andiamo con ordine:

SOVIETOPIA - MARCELLO NICOLINI (GENERE - Storico/Thriller, EDITORE - La ponga edizioni, ANNO - 2012, PAGINE - 82, VOTO - 6,5)

Ambientato in un paesino della Russia post comunista (1991), vengono narrate le vicende di Anton Ivanich Talimov, ex appartenente al regime e ora novello capitalista in cerca di un modo per fare soldi sicuri. Entrerà in affari con un pacioso coreano e insieme apriranno un'azienda che produce bacchette da riso, da vendere al mercato orientale. Le cose non saranno così semplici. 
Per carità, Nicolini sa scrivere bene e la vicenda prende e spesso riesce anche a divertire. C'è però un problema, quando anche l'ultima pagina sarà passata non potrete non domandarvi: E allora?
Questo "Sovietopia" mi è sembrato più uno spreco di energie che altro, ed è un peccato, perché personaggi e ambientazione sono ben descritti, manca però una vera storia di fondo. Comunque il libro è in vendita a 1,99 Euro. Comprarlo può essere interessante, anche in ottica di futuri lavori di Nicolini che, lo ripeto, sa scrivere.
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UN SOGNO DENTRO A UN SOGNO - AUTORI VARI (GENERE - Onirico, EDITORE - I sognatori, ANNO - 2007, PAGINE - 119, VOTO - 7,5)

Dieci racconti di dieci autori emergenti, tutti incentrati sul tema del "sogno dentro a un sogno". Qui la fantasia è al potere e ogni scrittore deciderà di rappresentare la cosa nel suo modo personale e, visto il tema, se ne vedranno di tutti i colori. 
Ottimo il soggetto e bellissime quasi tutte le storie. L'acquisto può essere un buon viatico per conoscere altri libri di questa ottima casa editrice pugliese di cui ho già parlato molte volte in questo blog. 
PS: Ora il libro è in vendita a soli 4,90 Euro.
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I CANI LA' FUORI - GIANNI TETTI (GENERE - Thriller/Noir, EDITORE - NEO., ANNO - 2009, PAGINE - 193, VOTO - 8,5)

Questo è il quarto libro della Neo che leggo e ormai posso dirlo senza patema di essere contraddetto: questa è la mia casa editrice preferita e (forse) è anche la migliore tra le realtà medio-piccole del panorama italiano. Ennesima prova di ciò è l'antologia di racconti del sardo Gianni Tetti. Il suo stile noir mi ha ricordato molto Omar Gatti e il suo: Brianza night blues, ma non c'è confronto e le tetre atmosfere sarde riescono a battere nettamente le pur ottime atmosfere brianzole. E' incredibile come i personaggi risultino normali e completamente folli allo stesso momento. La stupenda scrittura in prima persona riesce a catapultarci dentro le storie e a farci vivere momenti di sadismo incredibile, narrati con una semplicità che stordisce. L'unico neo (scusate il gioco di parole) sta nel fatto che Tetti si rifiuta di variare e tutte le storie finiscono per assomigliarsi, sopratutto nello stile. Credo che in una raccolta di racconti sia meglio variare un po' e provare diverse modalità di scrittura. In ogni caso un libro consigliatissimo.
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Vorrei dedicare queste ultime righe alla memoria della casa editrice XII, di cui ho recensito bei lavori, come: Inferno 17 e I vermi conquistatori. La casa editrice ha purtroppo chiuso i battenti e dal 31 Dicembre non è più possibile acquistare dal loro store. Un vero peccato.

ALTRI LIBRI RECENSITI 

lunedì 10 dicembre 2012

IL CERCHIO CAPOVOLTO

In passato ho già parlato di questa piccola ma ottima casa editrice pugliese che risponde al nome: " I sognatori". Ottimo esempio di come si possano pubblicare opere di qualità pur in mancanza di risalto mediatico e di contributi richiesti agli autori (anzi, forse proprio per questo).
Come avrete capito ammiro molto questa realtà editoriale che punta tutto sulla qualità dei testi e della fantasia. Immaginate quindi la mia sorpresa quando ho scoperto di essere stato selezionato per una loro antologia di prossima pubblicazione, con il mio racconto "Un posto sporco, illuminato male" che riprende il titolo di un racconto breve di quel gran genio che era Hernest Hemingway: "Un posto pulito, illuminato bene". Come è ovvio, non voglio paragonarmi al maestro (anzi, spero non si stia rigirando nella tomba), tra l'altro la mia storia non ha niente a che vedere con quella di Hemingway se non che entrambe sono ambientate in un bar.

Non dico altro per il momento, mi limito soltanto a fare i complimenti a me stesso e sopratutto agli altri concorrenti selezionati che potrete leggere a questo link. Tra tutti i nomi spicca anche quello di Sergio Oricci di cui ho già recensito il bel romanzo: "Gioie e sapori". Curiosamente il titolo del suo racconto è abbastanza simile al mio: "Il posto più scomodo". Beh, conoscendo la sua bravura lo prendo come un segno positivo del fato.

venerdì 19 ottobre 2012

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 4 (OTTOBRE)

Diciannove giorni fa dissi che questa rubrica sarebbe stata bimestrale. Poi, in neanche un mese, mi sono capitati tra le mani tre bei libri poco conosciuti ma di buon valore. Al diavolo le mensilità o le bimensilità; quando arrivo a tre bei libri pubblicati da piccole case editrici, ne scrivo e basta. D'altronde non sono mai stato una persona precisa.


TRE IO - MARIO ROSSI: (GENERE - Noir/Grottesco, EDITORE -  Neo., ANNO - 2009, PAGINE - 138, VOTO - 8)

Romanzo originale, quello di Mario Rossi (pseudonimo), più nello stile (cromatico) che nella storia in sé. I tre personaggi descritti: Dante (un uomo cinico che parla come un filosofo d'altri tempi), Giulia (una donna bella e annoiata, che vuole tradire il marito con un perfetto sconosciuto qualsiasi) e Andrea (il solito palestrato "discotecaro e fighetto" che pensa solo a cosa farà il prossimo fine settimana), si alternano come protagonisti durante una lunghissima notte urbana. Le pagine (con le lettere colorate in maniera diversa a seconda del protagonista momentaneo) scorrono molto bene, la penna di Rossi è pungente e caustica quanto basta. Più di una volta mi sono ritrovato a sorridere o a fare una faccia sconcertata mentre le vicende si alternavano. Molto sensuale la parte con Giulia (la protagonista che ho trovato meglio descritta) provocante in autobus. Il finale è crudo e a sorpresa. Troppo shockante ma poco convincente, visto l'andamento generale della storia.

In ogni caso, caldamente consigliato.
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HITLER ERA INNOCENTE - ALDO MOSCATELLI: (GENERE - Storico/drammatico, EDITORE - I sognatori, ANNO - 2008, PAGINE - 196, VOTO - 8)

Non si tratta di una bestemmia neonazista e neppure di revisionismo storico, ma di un libro nero, come nera è la "fiaba" che ci racconta Moscatelli. Da un punto di vista estetico non esiste niente di più neutrale; non ci sono scritte sulla copertina, come a voler dire che il nazismo meriti di essere obliterato. Però il libro parla proprio di questa malsana corrente politica, proprio per ricordarci di non farlo. Non si può dimenticare un orrore come questo (Storia maestra di vita).

Il "Lager Libertà", dov'è ambientato gran parte del romanzo,  è la summa di tutti i campi di concentramento nazisti. La prova sta nel fatto che tutti i personaggi sono di religione, credo politico, razza ed estrazione culturale differente, come a voler indicare che il nazismo dev'essere nemico di tutti. I vari fatti descritti nel campo sono terribili, ma Moscatelli non rinuncia mai a una flebilissima speranza. Speranza che esploderà nel concitato finale, ma la parte più "alta" del romanzo si trova nelle ultime pagine, pregne di una domanda al quale forse è impossibile dare una risposta certa: com'è possibile far si che quello che è successo non ricapiti mai più? Con la violenza o con il ricordo? 

Dallo stesso autore: Le invio un manoscritto, attendo contratto

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BRIANZA NIGHT BLUES - OMAR GATTI: (GENERE - Noir, EDITORE - La ponga edizioni, ANNO - 2012, PAGINE - 94, VOTO - 8)

Esistente solo in eBook


Di Omar gatti avevo già recensito un lavoro: Notturno parigino, sempre edito in eBook da questa giovanissima casa editrice. Era un bel mini-romanzo (seppur con qualche riserva), ma questa raccolta di racconti noir ambientati nella ricca Brianza lo supera. Mi piace molto lo stile di Gatti; mi piace la sua penna tagliente, le sue atmosfere cupe, il suo umorismo amarissimo. Questi tredici brevi racconti hanno tutti un loro perché e, a parte un paio di eccezioni, svettano ben oltre la sufficienza. Ogni storia mostra un differente dramma umano, figlio della triste attualità che stiamo vivendo di questi tempi. Non ci sono eroi in queste pagine, persino i cattivi spesso inducono al compatimento piuttosto che alla rabbia vera e propria. I racconti che più mi hanno colpito sono: "Il passato è la malattia dei vecchi" per il profondo pessimismo di fondo. "Ladro di sguardi" Per lo stile velocissimo, semplice e praticamente perfetto nella sua estrema semplicità. "Brianza night blues" Ottimo esempio dell'umorismo amaro di cui parlavo poco fa.

Un autore giovane da tenere d'occhio, che In più ha creato un notevole blog che tratta noir: Noir italiano.

Dallo stesso autore: Notturno parigino

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LISTA DEI LIBRI RECENSITI - CLICCARE QUI

domenica 30 settembre 2012

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 3 (SETTEMBRE)

Dopo un Agosto non esaltante, ritorno con tre libri poco conosciuti ma di buon valore.



NEL FANGO DEL DIO PALLONE - CARLO PETRINI: (GENERE - sportivo/biografico/drammatico, EDITORE - kaos edizioni, ANNO - 2000, PAGINE - 195, VOTO - 8)

Tra i tre libri che proporrò questo è quello che ha venduto certamente di più ed è stato pubblicato da una casa editrice non certo microscopica, però, nonostante le discrete vendite (è stato ristampato più volte, l'ultima nel 2010) e l'importanza delle parole scritte, è stato boicottato dai più grandi media televisivi e della carta stampata. Chi ha letto le pagine autobiografiche di Petrini (buon giocatore degli anni '70) non sarà rimasto sorpreso dagli scandali calcistici di questi anni. In queste 196 pagine c'è tutto: soldi, donne, doping, partite combinate. Questa è la dimostrazione che tutti avrebbero potuto scoprire in anticipo il fango che regna nel mondo del calcio, ma a volte il vecchio motto: Lontano dagli occhi, lontano dal cuore ha il sopravvento (sopratutto se è aiutato scandalosamente dal silenzio di TV e giornali). Lo consiglio agli appassionati di calcio, che dovrebbero essere i primi a pretendere un sport più pulito.
Link al libro

INFERNO 17 - DAVIDE CASSIA: (GENERE - Thriller, EDITORE - XII, ANNO - 2007, PAGINE - 263, VOTO - 7)

Davvero un buon thriller d'odor paranormale questo di Davide Cassia che mette in scena una storia niente male, condita da un finale a sorpresa davvero ben orchestrato (anche se non impossibile da prevedere). L'intreccio è buono e la storia si divide in diversi binari: in una c'è un ispettore di polizia (alla Callaghan, per capirci) che indaga su strani e misteriosi omicidi seriali. Nel secondo (il più riuscito, senza alcun dubbio), l'infermiere Paolo Montale è pagato profumatamente soltanto per sorvegliare un paziente sfigurato e in coma vigile (Qualche brivido garantito). Nel terzo si assiste alla follia del serial killer, forse un po' troppo stereotipato. Ma quale moderno serial killer letterario non lo è?
I patiti del thriller apprezzeranno.
Link al libro


GIOIE E SAPORI . SERGIO ORICCI: (GENERE - Horror/Surreale, EDITORE - I sognatori, ANNO - 2011, PAGINE - 107, VOTO - 9)

"Fosse nato in qualche altro paese europeo o negli Stati Uniti, Sergio Oricci avrebbe sfondato di sicuro." Questo è quello che ho pensato appena finita l'ultima pagina di Gioie e sapori, Un romanzo di difficilissima collocazione: Un po' horror, un po' comico, molto grottesco. Il personaggio di Corrado Pratt, gestore del negozio di dolciumi del piccolo paesino di Boccamare di Sotto, deve qualcosa al Leland Gaunt di Cose preziose (Uno dei migliori romanzi di Stephen King. Se non lo avete ancora fatto, leggetelo), ma se ne discosta abbastanza da vivere di vita propria. Il romanzo inizia in maniera leggera, come è leggera l'aria che si respira normalmente nei piccoli paesini di provincia tipo Boccamare. Poi qualcosa cambia, la tranquillità si trasforma in una sarabanda di sangue e follia, per terminare in un finale che più cupo non si può (dico sul serio, nel finale Oricci dimostra una maestria rara). 
Per concludere faccio i miei complimenti all'autore (al suo primo romanzo, tra l'altro) e alla casa editrice: I sognatori, che ho già nominato varie volte in questo blog e che comincio ad apprezzare davvero tanto.
Link al libro 
NB: Oggi 28/06/2013 il libro risulta esaurito. Se, come penso, ci sarà una ristampa vi farò sapere.

Dallo stesso autore: Fame

ALTRI LIBRI RECENSITI, CLICCARE QUI

PS: Vista la difficoltà di reperire libri di piccole case editrici di qualità e visto che leggo anche altro, d'ora in poi la rubrica sarà bimestrale a tutti gli effetti. Quindi ci vediamo a fine Novembre.

giovedì 14 giugno 2012

CONSIGLI SULLA PICCOLA EDITORIA 1

PREMESSA: Come ho già detto nel post precedente, in Italia si scrive tanto e si legge poco. Men che meno si leggono i lavori di autori sconosciuti e di piccole case editrici. Posso capirlo; la gente si fida solo dell'usato sicuro e preferisce Stephen King (che comunque è un grande) a un pinco pallino qualsiasi. La cosa divertente            è che molti di questi autori sconosciuti, pieni di giusta voglia di sfondare nel mondo dell'editoria, sono i primi a diffidare dei loro simili. Va bé, questa è un'altra storia e sto divagando. Torniamo a noi: ultimamente, ho deciso di acquistare solo libri di scrittori sconosciuti (in grandissima parte italiani) editi da piccole case editrici nazionali (sulla cui qualità, faccio delle ricerche preventive). Ultimamente, di libri ne ho acquistati molti, a un costo sorprendentemente basso tra l'altro. Nelle righe seguenti vi darò alcuni consigli su buoni libri (solo e unicamente buoni libri semi-sconosciuti) da acquistare.

La mia sarà soltanto una scarna recensione di poche righe, vi scriverò i link, dove potrete leggere di più.

Se il libro capitatomi nelle mani, sarà di basso livello non ne parlerò affatto. (La vita per un autore sconosciuto è già frustante di suo, senza che io vada a rigirare il coltello nella piaga).

ECCO A VOI LA PRIMA INFORNATA.

IL DOMATORE DI RAGNI - MAURICE BERAUDY: (GENERE - Giallo medievale, EDITORE: Comunication project, ANNO PUBBLICAZIONE - 2010, PAGINE - 446, VOTO - 8)

Se si parla di un giallo ambientato nel medioevo, dove delle persone muoiono a causa di un veleno, la mente corre subito a Umberto Eco. Béraudy (autore italo-francese) riesce a evitare molto bene il cliché e ci porta in un mondo (la Recanati del 1300, oggi un paese nella provincia di Macerata, nelle Marche) medievale molto ben costruito, grazie a un certosino lavoro di documentazione storica. La trama è avvincente e impedisce al lettore di distogliere lo sguardo dalle pagine. Il libro è molto curato e bello da vedere, anche se il lavoro di editing non è stato perfetto (piccoli refusi qua e la che però, non disturbano la lettura). I personaggi sono ben inquadrati e la loro psicologia è invidiabile (sopratutto se si pensa che è la prima opera di Béraudy). 
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LE 13 COSE - ALESSANDRO TURATI: (GENERE - Grottesco, EDITORE - Neo., ANNO PUBBLICAZIONE - 2012, PAGINE - 108, VOTO - 7,5)

Proprio all'inizio del libro, l'autore stesso ammette ironicamente che il seguente testo è privo di contenuti. Non è così; la storia di Alessio Valentino (protagonista) è folle, insensata, ridicola, estremamente grottesca, ma i contenuti ci sono eccome. Lo stile di Turati mi ha preso sin dalle prime righe. Una ventata di nuovo nello stantio panorama letterario italiano. Se amate l'assurdo, questo libro fa per voi. Anche il lavoro della casa editrice risulta buono e il libro è bello a vedersi. Sui personaggi e la loro "psicologia" ci sarebbe da scrivere un trattato, io vi consiglio di leggerlo per farvi un'idea.
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L'ULTIMA CONSEGNA - FILIPPO BERNARDESCHI: (GENERE - Racconti surreali, EDITORE - I sognatori, ANNO PUBBLICAZIONE - 2012, PAGINE - 112, VOTO - 7)

Premetto che non ho amato il genere dei racconti, ma lo stile c'è eccome. Bernardeschi (classe '86) la penna (leggasi tastiera) la sa reggere alla grande. E' uno di quegli autori che meriterebbero più spazio e, sono sicuro, che i suoi racconti (in bilico tra il surreale, il thriller e mille altri generi apparentemente discordanti) possano piacere a molti lettori. Il libro in sé (da un punto di vista stilistico) è senza infamia e senza lode, comunque bella l'immagine della copertina.
Delle storie fatte apposta per chi ama impegnarsi un po' nella lettura e, allo stesso tempo, lasciarsi trascinare.
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FERRO SETTE - FRANCESCO TROCCOLI: (GENERE - fantascienza, EDITORE - Armando Curcio Editore, ANNO PUBBLICAZIONE - 2012, PAGINE - 319, VOTO - 7,5)

Amate la fantascienza, in particolare Asimov? Apprezzerete questo "Ferro sette" del promettente Troccoli (A me ha ricordato vagamente il ciclo dell'impero dello stesso Asimov), già vincitori di altri concorsi su racconti fantascientifici. Molti colpi di scena, molte avventure su pianeti in guerra e ostili, proprio come la migliore tradizione fantascientifica vuole. 
Probabilmente il prossimo anno uscirà un seguito, in ogni caso il libro è autoconclusivo e si può leggere senza dover aspettare una seconda parte (che, in ogni caso, comprerò).
Il libro in sé non mi ha entusiasmato, ma quello che c'è dentro si. Una vera avventura di fantascienza, come non se ne vedeva da molto in Italia. 
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ALTRI FILM RECENSITI

Ci vediamo a luglio per una nuova infornata.

mercoledì 30 maggio 2012

LE INVIO UN MANOSCRITTO. ATTENDO CONTRATTO. - ALDO MOSCATELLI

Edito da: I sognatori

Ottimo saggio (scaricabile gratuitamente in PDF qui) quello di Moscatelli: scrittore e fondatore della casa editrice I sognatori. 

Il saggio, scritto con una notevole verve comico-pessimistica, tratta del difficile e folle mondo della piccola e media editoria; un mondo che, almeno in Italia, deve faticare non poco per restare a galla.

Ma quali sono i problemi di questo mondo? Perché è così difficile stampare e vendere libri in Italia (a meno che non si faccia parte delle solite major)?
Moscatelli individua (tra gli altri) tre motivi essenziali:

1)I LETTORI: In Italia, si possono considerare lettori forti (almeno un libro letto al mese), solo il 5% della popolazione. Addirittura il 50% degli italiani, non tocca un solo libro all'anno. La maggioranza dei lettori poi, compra esclusivamente libri mainstream pompati da critici famosi e pubblicità. Questo naturalmente fa si che la torta si rimpicciolisca notevolmente per le piccole Case Editrici che, per forza di cose, non possono contare su grossi aiuti pubblicitari o su nomi altisonanti.
Un altro fattore importante si può riscontrare nell'invidia: gli italiani sono un popolo che legge pochissimo, ma scrive molto (un'assurdità tutta del Belpaese). Sono davvero tanti quelli che inviano manoscritti nella speranza di essere pubblicati (Moscatelli ammette che la sua piccola Casa Editrice valuta circa 1000 manoscritti all'anno, pubblicandone 3 o 4 al massimo). Naturalmente, spesso i loro desideri vengono infranti da una marea di rifiuti da parte delle piccole case editrici che cercano di puntare esclusivamente sulla qualità (altre puntano sulla quantità, ma ne parleremo al terzo punto). Si sa, il rifiuto ferisce l'orgoglio e molti autori improvvisati sono talmente pieni di Ego (il titolo del saggio è stato preso da una mail di un autore sconosciuto) da non poterlo accettare.
E cosa fa una persona con l'orgoglio ferito e che non si sente non capita né accettata? Semplice, rifiuta a priori i prodotti di quegli ignoranti che non l'hanno capito e, se può, getta veleno su chi ce l'ha fatta.
Il classico: "Io avrei fatto di meglio".
Naturalmente Moscatelli non fa di tutta l'erba un fascio; esistono tantissimi giovani autori di talento e, diciamo, più sportivi.

2)I LIBRAI: Altre colpe ce l'hanno proprio chi i libri devono venderli. Sono davvero poche le librerie che accettano di tenere libri di case editrici piccole. Esistono molte librerie indipendenti che lo fanno, è vero, ma spesso usano il conto deposito (ovvero si fanno spedire libri gratuitamente poi, in caso di vendita, restituiscono alla casa editrice il 70% del prezzo del libro, se no riconsegnano, a spese dell'editore, le copie inutili). In poche parole il rischio d'impresa per i librai che adoperano questa tecnica è praticamente nullo, come nulla sarà la volontà di promuovere il libro in questione.
Sono troppo occupati a promuovere l'ennesimo romanzo su vampiri innamorati per preoccuparsi di promuovere lavori, magari di qualità migliore.

3)LE PICCOLE CASE EDITRICI STESSE: Qui il discorso si divide. Incredibilmente, molti neo-autori ancora non lo sanno, ma esistono diverse realtà in questo mondo.
Le case editrici che chiedono un contributo per la pubblicazione e le case editrici che non lo fanno.
I primi sono pronti a pubblicare qualunque cagata (sempre che l'autore sia disposto a scucire un paio di migliaia di Euro) senza neanche fare un minimo di lavoro serio di editing e sulla stampa. Esistono decine, forse centinaia di questi stampatori a pagamento (che però non si farebbero mai chiamare così). Il risultato è che il mercato viene saturato da un numero spropositato di libri (nel 2008 in Italia sono stati pubblicati 58.000 nuovi titoli. Niente male, per un paese dove la gente che legge è una rarità). Pensate a quei (pochi) lettori che si troveranno inconsapevolmente a leggere lavori del genere. Penseranno che la piccola editoria italiana sia una barzelletta. Questo, alle case editrici a pagamento non interessa molto, tanto loro sono già rientrati abbondantemente nelle spese proprio grazie all'autore.
Risultato? Molte piccole e belle realtà editoriali sono costrette a chiudere i battenti, mentre altre piccole realtà moralmente truffaldine (ho sempre sognato di usare questa parola) godono di ottima salute, anche se vendono pochissimi libri.

Mi ripeto, davvero un ottimo lavoro quello di Moscatelli. Se avete un manoscritto nel cassetto e volete pubblicarlo, vi consiglio di scaricare l'ebook. Vi tornerà davvero molto utile.

Vorrei fare un ultimo breve ragionamento: ultimamente (comunque prima di aver scaricato l'ebook) ho deciso di acquistare soltanto libri di piccole case editrici (anche se latitano nelle librerie, sono comunque facilmente acquistabili su internet) proprio conoscere questo mondo semisconosciuto. Posso dire che esistono davvero ottimi lavori e ottime case editrici che li pubblicano. Se siete lettori curiosi, vi consiglio di fare come me; ho già diversi titoli sconosciuti nell'elenco e, vi assicuro, che ben presto i titoli aumenteranno. Dateci un'occhiata e provate. 
Il prezzo è piccolo, la sorpresa potrebbe essere enorme.

Dallo stesso autore: Hitler era innocente

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lunedì 19 marzo 2012

ILLUSIONI SVELATE (L'ALTRO VOLTO DEL CINEMA DELL'ORRORE) - ALESSANDRO PEDRAZZI & ALEX VISANI

Edito da: I sognatori nel 2011

Di saggi, manuali o raccolte di recensioni sul cinema ne esistono talmente tanti da far affondare una decina di portaerei. Se restringiamo il campo al cinema horror, la portaerei che lancerà l'SOS sarà una sola. Se proseguiamo nella scrematura trattenendo solo i film horror smaccatamente trash, la faccenda inizia a diventare più interessante (e originale). 

Davvero un bel libro quello del duo Pedrazzi - Visani; entrambi esperti nel campo del cinema dell'horror e webmasters di due dei più importanti siti di genere italiani: exxagon.it (Stupenda raccolta di recensioni su pellicole horror e weird scritte da Alessandro Pedrazzi) e the reign of horror (Storico portale per gli appassionati di questo genere cinematografico, curato da Alex Visani).

Ma di cosa parla questo libro? Beh, come avrete capito, di cinema horror. Più in particolare di cinema horror trash, cioè quelle pellicole che, invece di spaventare, inducono al riso più sguaiato. I motivi possono essere molteplici: recitazione improbabile, effetti speciali disastrosi e poveristici, trama inesistente o semplicemente assurda, e così via.
Si inizia con un lungo e interessante excursus nella storia del cinema horror-trash da parte di Visani (50 pagine che fileranno via leggere e divertenti), poi toccherà alle recensioni di Pedrazzi. 
Attenzione, nelle 184 pagine edite dalla casa editrice "I sognatori" non sentirete parlare di titoli altisonanti e storici come: "Shining", "L'esorcista", "Profondo rosso". Ma potrete farvi una cultura di pellicole come "Patrick vive ancora", "Riti, magie nere e segrete orge nel trecento", "Rats - Notte di terrore" spiegati con ironia e competenza dal recensore.
 Mai sentiti? Vi posso capire.Sta tutta qua la genialità del libro. 
Vi farà conoscere un mondo sconosciuto ai più ma, a suo modo, interessantissimo. Esistono veri e propri estimatori del brutto (e per questo divertente) cinema dell'orrore , che sono perennemente in caccia di titoli del genere. (Io sono tra loro, anche se ci tengo a precisare che resto comunque una persona che di solito apprezza il bel cinema).
Gli anglosassoni hanno coniato un modo di dire per spiegare questa assurda passione: So bad it's so good (talmente brutto da diventare, per assurdo, bello e interessante). Se sfoglierete le pagine con questo spirito non rimarrete delusi dal lavoro di questi due cinefili.
PS: Nelle ultime pagine è presente anche una bella intervista a Luigi Cozzi. Chi ne sa di cinema non ha bisogno di ulteriori ragguagli. Per tutti gli altri: http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Cozzi

Questo è il sito della casa editrice (una piccola ma buona casa editrice, da quello che ho saputo) dove acquistare il libro: http://www.casadeisognatori.com/illusionisvelate.htm


Booktrailer del libro (Imperdibile) 

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