Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta internet. Mostra tutti i post

giovedì 4 ottobre 2012

FUMETTI CHE PASSIONE - LA PROFEZIA DELL'ARMADILLO

Una volta ero un grandissimo lettore di fumetti, poi sono diventato un normale lettore di fumetti, ora sono un lettore di fumetti anoressico. Solo Ratman, quasi sempre, riesce a farmi tornare la voglia di azzannare un po' di pagine inchiostrate, ma la vita è dura.
Quando ho scoperto il blog di questo straordinario autore romano (e già qui la cosa è strana, visto che tra me e il romano medio non è mai corso buon sangue. Colpa mia? Colpa dei romani? Boh...) mi è tornato improvvisamente l'appetito. Leggendo le strisce che pubblica settimanalmente in rete, l'appetito si è trasformato in fame vera è propria. Comprare il libro (auto prodotto e acquistabile qui) è stato un passo impossibile da evitare.
Quando il postino mi ha portato la copia avevo ormai la bava alla bocca e il poveretto è stato fortunato a non perdere una mano. 
Mi sono tuffato subito nella lettura, pronto a ridere a crepapelle. Poi è accaduto qualcosa: mi sono accorto che le solite storielle divertenti con gli improbabili personaggi che la compongono (date un'occhiata al blog e capirete di cosa parlo) facevano da cornice a un'altra storia; più grande, drammatica, a suo modo poetica e toccante.

Mi sono accorto che la mente di Zero Calcare non è solo ricolma di fervida fantasia, la mente di Zero Calcare è un mondo, anzi, è un universo parallelo che mischia realtà e immaginazione. Il dolce che mi aspettavo di gustare si è trasformato in un pranzo vero e proprio, con alcuni piatti amari ma ugualmente gustosi.

Nel blog leggo innumerevoli commenti del tipo: "Cazzo, la pensi esattamente come me!". Anch'io ho la stessa impressione, perché ZC rappresenta magnificamente il modo di pensare di una certa categoria di persone nate negli anni '80. Gli stessi dubbi, le stesse paure, le stesse immense incazzature, la stessa passione sfrenata per certi cartoni animati o certi film. Tutto uguale. Solo che noialtri non abbiamo il talento che ha lui e non riusciremmo mai a riportare i nostri sentimenti, incazzature etc... su un foglio come lo fa lui. 
Noi non possiamo fare nient'altro che metterci seduti, entrare in rete oppure sfogliare questo libro e pensare a quanto abbiamo avuto culo a scoprire un autore così.


PS: Verso metà ottobre dovrebbe uscire il secondo libro di ZC, questa volta edito dalla Bao Publishing  

martedì 6 marzo 2012

GROUPON ET SIMILIA... IMPOVERIRCI PUR DI RISPARMIARE

In principio furono i supermercati e i grandi magazzini: perché passare prima dal macellaio, poi dall'ortolano e infine dal droghiere quando possiamo fare tutto in un unico luogo, spendendo anche meno.
I piccoli negozianti subirono terribili perdite. Alcuni puntarono sulla qualità della merce e riuscirono a salvarsi, molti altri (non per forza scadenti) chiusero bottega e tanti saluti.
Ma quello fu solo l'inizio, dopo di allora fu un escalation di promozioni (falsamente) vantaggiose per i consumatori.
L'ultimo protagonista è Groupon, una compagnia online di buoni sconto. In pratica ci si registra al sito, si acquistano le continue offerte vantaggiose mentre si sta comodamente seduti sulla poltrona di casa col portatile in mano.
Una pacchia vero?
Non proprio. Anzi, oserei dire un vero e proprio cancro economico.
Mi spiego meglio facendo alcuni esempi.
Più le grandi catene di distribuzione acquistano potere e più la gente si impoverisce, più la gente diventa povera e più è dipendente dalle suddette catene. Questi gruppi commerciali (internet o meno) fanno terra bruciata intorno a sé e la chiusura dei piccoli negozi hanno ripercussioni durissime sui fornitori locali e quindi sui produttori che sono costretti a vendere terre e ricchezze alle grandi imprese. 
La gigantesca catena di supermercati USA Walmart ad esempio ha fatto disastri: è stato calcolato che nelle piccole città dove questi "mostri" sono stati aperti, il crollo delle vendite al dettaglio sia stato del 50%, i prezzi bassi hanno influito sulla qualità della merce (naturalmente in maniera negativa) facendola importare da paesi in via di sviluppo che sfruttano la manodopera minorile in maniera pressoché schiavistica. Le importazioni dalla Cina, ad esempio, sono costate 200.000 posti di lavoro USA. 
In poche parole molta gente ha inizialmente risparmiato, poi si è ritrovata senza lavoro e con un'economia cittadina messa in ginocchio... un affarone non c'è che dire.
Ora vediamo il web marketing: Amazon (per dirne una) sta mettendo in ginocchio praticamente tutte le librerie, i posti di lavoro che si perderanno sono tantissimi in questo settore, che non è il solo a essere in ginocchio naturalmente. 
Groupon è solo l'ultima trovata in questo senso. Anche in Italia numerose imprese stanno iniziando a chiudere per questo motivo, questo vuol dire meno posti di lavoro, meno ricchezza e salari più bassi (per chi il lavoro lo riesce a trovare).
Dovremmo farci delle domande: tutto questo conviene? Conviene davvero risparmiare il 20% su un paio di scarpe mentre il negozio sotto casa chiude ed è costretto a licenziare cinque commessi? Conviene rinunciare alla qualità nel nome della quantità?
Tra dieci o quindici anni tutto sarà in mano a questo tipo di mercato. Non ci saranno più differenze tra i prodotti di una determinata zona o di un'altra. La multiculturalità verrà spazzata via a causa di qualche sconticino visto in internet.
Quando questo avverrà non ci chiederemo più se sia una cosa giusta o no, saremo costretti ad accettarlo, visto che saremo più poveri; sia di soldi, che di cultura.