Cerca nel blog

sabato 31 dicembre 2011

ARTISTI IN RETE (3) (Chi spopola nel WWW) - TRUCEBALDAZZI

Se non sapete di chi è (o che cosa è) Trucebaldazzi, guardate prima il video. 


Ecco, cosa ne pensate? Una vera merda no? Beh... il caro Truce ha pubblicato un album, ha contatti con le maggiori crew italiane e, ormai, ha un solido zoccolo di fan che molti artisti, anche di un certo livello, se lo sognano. Su Facebook, la sua pagina, conta 11.500 fan (e ce ne sono molte altre non ufficiali). Non parliamo delle visualizzazioni su youtube... Vasco Rossi e pochi altri ne fanno di più in Italia.
Qualche tempo fa parlai di Jon Lajoie. Mentre l'artista canadese, deve il suo successo al suo innegabile talento, Trucebaldazzi lo deve alla sua totale mancanza di presenza scenica (intesa come presenza scenica canonica).
Come è potuto accadere? Per carità, Trucebaldazzi è un "personaggio" a tutti gli effetti, ma ce ne sono milioni in rete che non riscuotono un briciolo del suo successo. Si potrebbe obbiettare che ne i suoi testi parla di problemi reali, i suoi problemi, che posso essere percepiti come ostacoli che tutti i giovani devono superare: a scuola, con le donne, nella vita. 
Più probabilmente  sono un insieme di elementi sommati tra loro. Il pubblico si diverte con Trucebaldazzi: gode nel sentire il suo rap stentato, nel vedere le sue forme rotonde che si muovono e gesticolano forsennatamente ma, allo stesso tempo, prova empatia e simpatia per questo ragazzo cresciuto nella provincia emiliana.
Una cosa è sicura, Truce ha saputo trasformare i suoi difetti in doti. Resterà sempre un mediocre, ma ha fatto della sua mediocrità un'arma di successo incredibile che lo ha portato a essere uno dei personaggi più conosciuti dai giovani web surfer italiani che, magari lo prendono per il culo, ma passano il loro tempo ad ascoltarlo.
Scusate se è poco.








giovedì 29 dicembre 2011

AVORIO - MATTEO GAMBARO

Edito da: Historica edizioni nel 2009

La figura del vampiro è vecchia quanto il mondo: esseri succhiatori di sangue e, talvolta, di anime si possono incontrare, con le debite differenze antropologiche, nelle fiabe e nelle leggende di quasi ogni popolo. Anche in tempi più moderni questa affascinante creatura è tornata in auge; dapprima con l’immortale “Dracula” di Bram Stoker, in seguito con innumerevoli lavori cinematografici e, naturalmente, letterari. Negli ultimi anni poi si è notato un incremento notevole di questo particolare genere. A dire la verità, raramente questi lavori moderni mi hanno colpito, la sensazione è che ormai si è detto tutto quello che si doveva dire su questo “mostro”. (Nel mondo del cinema consiglierei comunque due film relativamente poco conosciuti: “Lasciami entrare” e “Daybreakers” di cui, poco ma sicuro, parlerò in futuro… altro che “Twilight”). Da un punto di vista letterario sono stato molto colpito dal lavoro di Matteo Gambaro: “Avorio”, davvero originale e ben scritto. Il libro si presenta come un’antologia di quattro racconti uniti tra loro dalla figura dell’agente speciale Carnielli, che ci guiderà alla conoscenza del mondo ideato da Gambaro. Sarà proprio lui a presentare la storia de “Il borgo”: il racconto con cui si apre la raccolta. Un affascinate spaccato gotico e surreale che vi catturerà per tutte le sue quaranta pagine, scritte in maniera magistrale. Carnielli apparirà anche negli altri tre racconti. “Aspettando il figlio”: Un piccolo gioiello di poche pagine, ma di tante emozioni. La toccante figura della madre in ansia per suo figlio è, forse, il personaggio meglio descritto di tutta l’antologia (di sicuro è il mio preferito). Vi assicuro che proverete un’immensa empatia per lei. “Avorio”: Il racconto che da il nome alla raccolta. È il più originale e frenetico (le prime pagine sono da cardiopalma). Molto diverso dai ritmi lenti delle prime due storie, ma ugualmente “gustoso”. Si conclude con “L’anello”: che funge, per l’appunto, da anello di congiunzione con le altre storie dando una maggiore coesione al tutto.
In definitiva, “Avorio” è stato proprio una bella sorpresa e una boccata di ossigeno (o un bel bicchiere di sangue fresco, se preferite) in questo mondo pieno di racconti di vampiri luccicanti e dai canini ormai logori.
Potete anche consultare l’ottimo sito dedicato al libro su questo link: http://www.lagunaweb.gdr.net/avorio/ . 
Da parte mia, consiglio l'acquisto.

ALTRI LIBRI RECENSITI: CLICCARE QUI

sabato 24 dicembre 2011

GRANDI FILM SOTTOVALUTATI (5) - RED STATE

RED STATE
Anno - 2011
Genere - Drammatico/Horror/Thriller
Provenienza - USA
Regia - Kevin Smith

Kevin Smith è un fottuto genio. Per carità, anche lui ha sfornato mediocrità (Clerks 2, Jay e Silent Bob), però, nello stanco e buonista mondo Hollywoodiano, sapete trovare un altro regista come lui? Una vita intera passata a sfornare commedie dissacranti (Clerks è e resta la sua perla assoluta) e poi, come se niente fosse, a darsi all'horror. Un buon horror per giunta.
Forse parlare di horror è riduttivo. Proprio come la storia, anche i generi, in questo film, si intersecano e si sommano confusamente (ma con metodo). Si parte con tre ragazzi che non sanno contenere gli ormoni (stile American pie), si continua con un horror religioso (magistrale Michael Parks nel ruolo del pastore fanatico e omofobo) e si finisce con un action movie (sparatoria sanguinosissima e davvero divertente). Viene anche criticata la politica  antiterrorismo americana (da guardare e riguardare la scena finale). Tanta carne al fuoco insomma, così tanta che rischia di essere indigesta ai più. Molta gente potrebbe annoiarsi durante il monologo di un quarto d'ora del pastore Cooper (io l'ho trovato sublime), molti altri potrebbero storcere il naso di fronte a morti inaspettate che sembrano distruggere il climax (io ne ho gioito. Alleluja, un film non scontato!), poi c'è il finale. Sicuramente non tutti ne apprezzeranno l'ironia e giudicheranno le sanguinose ed esagerate scene della sparatoria: "una cagata pazzesca." Posso capirlo, vedere il vecchio e bravo John Goodman nei panni di un agente speciale che preferisce uccidere possibili innocenti, piuttosto che rischiare di fare una figuraccia davanti ai suoi capi è una cosa difficile da digerire. Voi provateci. La genialità di Smith sta anche nell'aver messo i personaggi in ruoli che a loro non sono congeniali. Guardando questo film, spesso rimarrete con l'amaro in bocca perché le cose non andranno come voi avreste preventivato, ma questo non è il solito banale film Hollywoodiano dove tutto è già scritto, tutto è già telefonato, tutto è già noioso.
Dategli una possibilità, forse vi conquisterà come ha conquistato me.


ALTRI FILM RECENSITI: CLICCARE QUI

venerdì 23 dicembre 2011

BUON NATALE A TUTTI!!!

2 video natalizi che faranno la felicità di grandi e piccini ;)
BUON NATALE.
AUGURI DA JON LAJOIE - Cliccate sopra il suo nome per vedere il video.


Auguri da Elio e le storie tese

mercoledì 21 dicembre 2011

GRANDI FILM SOTTOVALUTATI (4) - PEUR(S) DU NOIR

PEUR(S) DU NOIR
Anno - 2007
Genere - Animazione/noir
Provenienza - Francia
Regia - autori vari

Questo "Paur(e) del buio", è un film d'animazione a episodi. Ogni storia è stata disegnata e narrata da un diverso autore, l'argomento comune è ovviamente, visto il titolo, la paura del buio.
In generale l'opera si presenta come un grande esempio di animazione noir che farà la felicità dei cultori della grande scuola Francese, ma sono presenti disegnatori anche di altre nazioni, tra cui un italiano (altra grande scuola la nostra, peccato che sia così poco sfruttata in patria).
Se siete alla ricerca di un "cartone animato" diverso dai soliti Shrek, Kung fu panda ecc ecc, questo Peur(s) du noir farà al caso vostro.
Vediamo le storie nel dettaglio, siccome non hanno un vero e proprio titolo, quest'ultimo me lo inventerò io.

1)Il nobile sanguinario: E' il racconto che fa da congiunzione a tutti gli altri: un uomo (vestito da nobile settecentesco) si aggira per la brughiera con i suoi quattro terribili molossi. Appena vede una preda (un bambino, un operaio, una donna ecc) libera una delle belve facendo partire la storia successiva. (disegni sporchi, imprecisi e molto affascinati). 


2)Insetti: Un ragazzo di campagna con la passione per la scienza e gli insetti, girovagando per i boschi,  trova un esemplare molto particolare. Subito lo cattura e lo porta a casa, ma l'animale scappa. Anni dopo, giunto all'università, conosce Laura. Il ragazzo, vincendo la sua timidezza, la invita a uscire. Presto scoppierà una storia d'amore, ma non è tutto oro quel che luccica. 
Storia molto ben raccontata (Stile diametralmente opposto a quello de: Il nobile sanguinario) ma per me non è la migliore.


3)Il samurai Ajime: Sumako si trasferisce in un nuovo paese, a scuola viene subito trattata male dai compagni perché vive vicino al cimitero, dove c'è la tomba del samurai Ajime, su cui circolano numerose leggende. Tornando a casa Sumako dovrà vedersela con numerosi fantasmi. 
Secondo me è il racconto peggiore della serie (comunque resta sopra la sufficienza). Brutto il finale, non ho apprezzato particolarmente neanche lo stile digitale del disegno (de gustibus).


4)Il mostro: In uno sperduto villaggio di campagna, uomini e bestie iniziano a scomparire misteriosamente. Di tanto in tanto vengono ritrovati i resti dei loro poveri corpi. Due ragazzi parlano tra loro a proposito di uno strano mostro che abita le paludi intorno al villaggio, poi, un giorno, uno dei due sparisce. Per ritrovarlo viene interpellato un famoso cacciatore.
La storia migliore sotto ogni punto di vista (Trama, atmosfera, disegni), un'autentica chicca.


5)Paura del buio: Un uomo, per evitare la tormenta, si rifugia in una vecchia casa, senza sapere che è   infestata. 
La storia è banale, ma la tecnica nel metterla in piedi è magistrale. Grandissimo uso del bianco e nero per questa ultima novella che contende a "Il mostro" la palma d'oro della più riuscita.


ALTRI FILM RECENSITI: CLICCARE QUI

lunedì 19 dicembre 2011

FUMETTI CHE PASSIONE - RATMAN

Chi di voi non ha mai letto un fumetto? Nessuno, ci scommetto.
Tutti, da piccoli, leggevano la letteratura disegnata (per dirla alla Hugo Pratt), in molti continuano anche da grandi.
Sono innumerevoli i fumetti che, nel corso dei decenni, hanno riscosso una fama pari e, a volte, superiore a quella di famosi best sellers o di grandi film.
Non pochi sono stati i fumetti italiani a entrare in questa categoria.
La nostra penisola ha sempre sfornato grandissimi talenti (anche se ora sembra un po' in declino) e da un talento italiano voglio parlare oggi.
Leo Ortolani: ideatore e disegnatore di Rat Man.
Apparso per la prima volta nel giugno 1989, Rat Man fu ideato inizialmente come parodia di Bat Man. Col passare degli anni, e la crescita della sua fama, il ratto ha saputo crearsi un suo mondo, discostandosi dal ruolo di pura parodia e creando un suo mondo e un suo passato.
Ma chi è Rat Man? Un supereroe senza superpoteri, basso, brutto e sfigato, eppure è il nostro eroe, perché diciamocelo, tutti noi siamo un po' così. Almeno certe volte.
Vederlo cercare di combattere il crimine (e anche di più, ma non farò spoiler) con i suoi mezzi risicati, provoca contemporaneamente, ilarità ed empatia.
In questo post non starò a raccontare la trama del fumetto (non vedo la necessità di dirvelo, sta a voi scoprire pian pianino, i progetti della contorta e brillante mente del suo creatore).
Nel mio piccolo, posso solo consigliarvi di acquistare quanti più albi potete, perché vi assicuro che il favoloso umorismo di Ortolani allieterà le vostre giornate.
Rat saluti a tutti.
Fletto i muscoli e sono nel vuoto.

PS: Non perdetevi neanche le parodie di film famosi create da Leo Ortolani.
Tra le altre: 299+1, Avarat, Il signore dei ratti, Star rats ecc ecc

ARTISTI IN RETE (2) (Chi spopola nel WWW). SURVIVAL BLOG

Tra la fine del 2011 e l'inizio del 2012 un nuovo micidiale virus artificiale si diffonde. Gli infettati diventano pazzi dalla pelle giallognola, assetati di sangue umano. In pochi anni il morbo si propaga in quasi tutto il globo, rischiando di estinguere l'umanità. Questa è l'idea di base del SURVIVAL BLOG. Non è originalissima d'accordo (penso a tutti i film di Romero e a "28 giorni dopo di Boyle), ma è originale nello svolgimento: diversi blogger tengono diari immaginari, dove fingono di vivere davvero in un mondo post apocalittico dove ormai regna l'anarchia e il terrore. Le regole di partenza sono comuni per tutti, per il resto, ogni autore è libero di spaziare e di creare la sua avventura personale. Pian piano la storia condivisa diventa sempre più ricca di particolari e interessante, ogni blogger comunica con l'altro e le idee si sommano creando tante diverse storie tutte diversissime tra loro (anche se naturalmente mantengono un filo conduttore comune, quello della pandemia gialla) e tutte davvero belle. L'ideatore di questa "Pandemia gialla" Alessandro Girola,  ha selezionato le storie migliori nell'ebook "Scene selezionate della pandemia gialla" al bassissimo costo di 1,99 Euro. In ogni caso molti dei blogger impegnati in questo lavoro, hanno creato ebook scaricabili gratuitamente con le loro storie (le trovate al primo link di questo post).
Il mio consiglio spassionato, è di procurarsi tutti gli ebook (gratuiti e non) e di entrare in questo cupo ma affascinante mondo creato dalla Rete per la Rete.
Se siete amanti dell'horror apocalittico e della fantascienza, vi assicuro che non rimarrete delusi.