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venerdì 23 marzo 2012

GRANDI FILM SOTTOVALUTATI (9) - LAKE MUNGO

LAKE MUNGO
Anno - 2008
Genere - Horror/Documentario
Provenienza - Australia
Regia - Joel Anderson

La sedicenne Alice Palmer (Il cognome è un chiarissimo riferimento alla Laura Palmer della serie "Twin Peaks") annega nelle acque del Lake Mungo in circostanze misteriose durante una vacanza con il fratello e i genitori. Dopo la sua morte, la famiglia inizia a percepire delle presenze inquietanti in casa. Come se non bastasse, in alcune foto e video sembra apparire il volto della ragazza annegata. Viene coinvolto anche Ray Kemeny, un sensitivo locale che tenta di far luce sul mistero. Con il passare dei mesi, i genitori di Alice scoprono dettagli che la loro figlia celava, tra cui un avvenimento oscuro e minaccioso che le capitò l'anno prima di morire, proprio sulle rive del Lake Mungo.

Quando si parla di film in stile falso-documentaristico, si possono facilmente snocciolare decine di titoli di bassa o bassissima qualità. La moda, dal 2000 in poi, (Dopo "The Blair witch project" per capirci) è di girare con la telecamera in spalla (o fissa su un treppiede), filmare qualcuno vestito da fantasma o demone a seconda dei casi, aggiungere qualche effetto speciale digitale (se il budget lo consente), far acquistare il tutto a una major e sperare in incassi portentosi nonostante la pochezza del girato (state pensando a Paranormal Activity? ...Anch'io).

Lake Mungo è diverso! Lake Mungo fa paura sul serio!

Non si tratta della classica paura da "balzo sulla sedia". Quel genere di terrore è capace di istillarla qualsiasi mediocre regista (ritorniamo a parlare di Paranormal Activity) e, in genere, è un'emozione acuta ma che scompare con la fine della visione. 
La paura che si prova guardando questo film è quella che ti fa venire i brividi che corrono lungo la spina dorsale, che ti fa rizzare i peli delle braccia e, dopo aver spento il lettore, si fatica un po' a ritornare alla normalità (intendiamoci; io l'ho guardato da solo, a luci spente. Probabilmente in altre circostanze, la sensazione sarebbe molto meno accentuata).

Il film, che è strutturato come una lunga serie di  interviste intervallate da foto e video amatoriali,  si divide in tre tronconi principali: nel primo iniziamo a conoscere i Palmer, una famiglia sconvolta dal dolore per la perdita di Alice e sconcertata dal fatto che lo spirito della ragazza, sembra non riuscire a trovare la pace. 
La seconda parte è una confutazione parziale della prima (questo è un bel elemento di originalità rispetto al genere "mockumentary"), inoltre vengono scoperti alcuni altarini di Alice che non starò qui a citarvi, ma che butteranno molta carne interessante sul fuoco.
Il terzo troncone è quello più genuinamente inquietante (e pauroso). Ho le mani legate perché non posso parlarne senza fare spoiler, ma posso dirvi che l'attenzione dello spettatore si mantiene viva fino all'ultimo secondo.

Buona opera prima per il regista australiano Joel Anderson che, senza bisogno di sangue o frattaglie varie, mette in scena un horror  pauroso come non ne vedevo da tempo e con un ritmo che raramente si vede nei mockumentary (ok, me la faccio finita con Paranormal activity). 
Lo spettatore non sa se empatizzare con la povera protagonista o avere paura di lei e, il dubbio che possa trattarsi di una storia vera si insinua svariate volte. 
Certo, i fantasmi non esistono. Ma, sarà possibile che una volta tanto... ma no... oppure si?

Non un capolavoro, ma da vedere... rigorosamente da soli e a luci spente. Non scherzo, un film del genere può funzionare al 100% solo se lo spettatore è pronto a catapultarsi senza riserve dentro alla storia.

PS: Non esiste ancora una versione doppiata in italiano. Io l'ho scaricato in inglese sottotitolato (ottima qualità). Quando (e se) uscirà una versione italiana, comprerò il DVD originale, per ora bisogna piratare (in Italia neanche volendo si possono rispettare le regole... che paese!)





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mercoledì 21 marzo 2012

MONOLOGHI ECCELLENTI (1) - Colonnello Kurtz - Apocalypse now

In questa rubrica ricopierò dei monologhi migliori tratti dai film. Inizierò con un monologo che è entrato nella storia della cinematografia.
- COLONNELLO KURTZ IN "APOCALYPSE NOW" (Ovviamente la versione "vecchia").
Qui il colonnello Kurtz (un superbo Marlon Brando) parla dell'orrore della guerra all'uomo che ha avuto l'ordine di ucciderlo, il capitano Willard (Martin Sheen). Se non avete mai visto questo film sul Vietnam FATELO assolutamente. (Io preferisco di gran lunga la vecchia versione, rispetta a quella "REDUX", troppo lunga e con un doppiaggio italiano più scarso).

 http://www.youtube.com/watch?v=g-SwvTdTRTo&feature=related (Video)

TESTO MONOLOGO:
Io ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei. Ma non ha il diritto di chiamarmi assassino. Ha il diritto di uccidermi, ha il diritto di far questo, ma non ha il diritto di giudicarmi. 
E' impossibile trovare le parole per descrivere ciò che è necessario a coloro che non sanno ciò che significa l'orrore. L'orrore a un volto e bisogna farsi amico l'orrore. 
Orrore, terrore morale, dolore sono i tuoi amici. Ma se non lo sono, essi sono nemici da temere. Sono dei veri nemici.
Ricordo, quand'ero nelle forze speciali, sembra migliaia di secoli fa. Andammo in un campo, per vaccinare i bambini. Lasciammo il campo dopo aver vaccinato i bambini contro la polio. Più tardi venne un veccio a richiamarci, piangeva, era cieco.
Tornammo al campo, erano venuti i Vietcong e avevano tagliato ogni braccio vaccinato. Erano là in un mucchio, un mucchio di piccole braccia e, mi ricordo che ho pianto come, come, come un madre. 
Volevo strapparmi i denti di bocca, non sapevo quel ce volevo fare. E voglio ricordarlo, non voglio mai dimenticarlo.
Poi mi sono reso conto, come fossi stato colpito, colpito da un diamante: una pallottola di diamante in piena fronte e ho pensato: "Dio mio, che genio c'è in questo! Che genio! Che volontà, per fare questo! Perfetto, genuino, completo, cristallino, puro!"
E così mi resi conto che loro erano più forti di noi, perche loro lo sopportavano. Questi non erano mostri, erano uomini, quadri e addestrati. Uomini che combattevano col cuore, che hanno famiglia, che fanno figli che sono pieni d'amore, ma che avevano la forza, la forza di far questo. Se io avessi dieci divisioni di questi uomini, i nostri problemi qui si risolverebbero molto rapidamente. Bisogna avere uomini con un senso morale e che, allo stesso tempo, siano capaci di utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere senza emozioni, senza passione, senza discernimento. Perchè è il voler giudicare che ci sconfigge.


lunedì 19 marzo 2012

ILLUSIONI SVELATE (L'ALTRO VOLTO DEL CINEMA DELL'ORRORE) - ALESSANDRO PEDRAZZI & ALEX VISANI

Edito da: I sognatori nel 2011

Di saggi, manuali o raccolte di recensioni sul cinema ne esistono talmente tanti da far affondare una decina di portaerei. Se restringiamo il campo al cinema horror, la portaerei che lancerà l'SOS sarà una sola. Se proseguiamo nella scrematura trattenendo solo i film horror smaccatamente trash, la faccenda inizia a diventare più interessante (e originale). 

Davvero un bel libro quello del duo Pedrazzi - Visani; entrambi esperti nel campo del cinema dell'horror e webmasters di due dei più importanti siti di genere italiani: exxagon.it (Stupenda raccolta di recensioni su pellicole horror e weird scritte da Alessandro Pedrazzi) e the reign of horror (Storico portale per gli appassionati di questo genere cinematografico, curato da Alex Visani).

Ma di cosa parla questo libro? Beh, come avrete capito, di cinema horror. Più in particolare di cinema horror trash, cioè quelle pellicole che, invece di spaventare, inducono al riso più sguaiato. I motivi possono essere molteplici: recitazione improbabile, effetti speciali disastrosi e poveristici, trama inesistente o semplicemente assurda, e così via.
Si inizia con un lungo e interessante excursus nella storia del cinema horror-trash da parte di Visani (50 pagine che fileranno via leggere e divertenti), poi toccherà alle recensioni di Pedrazzi. 
Attenzione, nelle 184 pagine edite dalla casa editrice "I sognatori" non sentirete parlare di titoli altisonanti e storici come: "Shining", "L'esorcista", "Profondo rosso". Ma potrete farvi una cultura di pellicole come "Patrick vive ancora", "Riti, magie nere e segrete orge nel trecento", "Rats - Notte di terrore" spiegati con ironia e competenza dal recensore.
 Mai sentiti? Vi posso capire.Sta tutta qua la genialità del libro. 
Vi farà conoscere un mondo sconosciuto ai più ma, a suo modo, interessantissimo. Esistono veri e propri estimatori del brutto (e per questo divertente) cinema dell'orrore , che sono perennemente in caccia di titoli del genere. (Io sono tra loro, anche se ci tengo a precisare che resto comunque una persona che di solito apprezza il bel cinema).
Gli anglosassoni hanno coniato un modo di dire per spiegare questa assurda passione: So bad it's so good (talmente brutto da diventare, per assurdo, bello e interessante). Se sfoglierete le pagine con questo spirito non rimarrete delusi dal lavoro di questi due cinefili.
PS: Nelle ultime pagine è presente anche una bella intervista a Luigi Cozzi. Chi ne sa di cinema non ha bisogno di ulteriori ragguagli. Per tutti gli altri: http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Cozzi

Questo è il sito della casa editrice (una piccola ma buona casa editrice, da quello che ho saputo) dove acquistare il libro: http://www.casadeisognatori.com/illusionisvelate.htm


Booktrailer del libro (Imperdibile) 

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martedì 13 marzo 2012

GRANDI FILM SOTTOVALUTATI (8) - 442 IL GIOCO PIU' BELLO DEL MONDO

442 IL GIOCO PIU' BELLO DEL MONDO
Anno - 2006
Genere - Commedia/Sportivo
Provenienza - Italia
Regia - Michele Carrillo (Meglio di Maradona), Claudio Cupellini (La donna del Mister), Roan Johnson (Il terzo portiere), Francesco Lagi (Balandòr)

Film a episodi sul mondo del calcio, scritto dal Paolo Virzì (Ovosodo, Tutta la vita davanti) e diretto da registi vari. Pur amando e praticando sport, a me il calcio non piace granché, per questo ho sempre snobbato questo lungometraggio, che ha come live motive, proprio questa disciplina. Ho fatto male e ammetto il mio errore; 442 Il gioco più bello del mondo è una signora commedia velata da un sottilissimo strato di malinconia che non fa altro che accrescere il potenziale della pellicola. Tutti i quattro i segmenti sono validi, ben recitati e ben diretti (chi più chi meno) e mi sono divertito parecchio nella visione.
Ma andiamo con ordine

1) MEGLIO DI MARADONA: Antimo è un ragazzino della periferia napoletana ed è un vero asso nel calcio. Tuttavia la situazione di degrado in cui vive non gli permette sbocchi (ha addirittura abbandonato la scuola) e passa il tempo a bighellonare con i suoi due amici "Ercolino" e "Scheggia". A provare a farlo uscire da questa situazione ci pensa il suo allenatore Gaetano Lanzetta (Nino D'Angelo) che organizza un provino con un osservatore della Juventus. Il ragazzo viene selezionato ed entra nelle giovanili della squadra torinese, ma la vita "da caserma" che è costretto a vivere mette a dura prova il suo animo ribelle.
Davvero un bell'episodio quello diretto dal regista Carrillo che filma una Napoli disagiata ma non macchiettistica. Buona prova di tutti gli attori, il giovane Antimo (Alessandro Guasto) è perfetto e credibile nel ruolo, persino Nino D'Angelo offre una prova più che soddisfacente nei panni del Mister di borgata (magari San Gennaro, in quest'ultimo caso, ha compiuto il miracolo... mi informerò...) Finale simpaticissimo, e vagamente malinconico.

2) LA MOGLIE DEL MISTER: Francesca è una delle migliori giocatrici della Lazio, in corsa per lo scudetto del campionato femminile. Il suo problema sta nel carattere estremamente difficile. A causa di un alterco con un'altra compagna di squadra (sua fidanzata) viene punita e messa fuori rosa dal Mister Alberto. La ragazza per vendicarsi, inizia a fare delle avance a Laura, la fidanzata di Alberto appena trasferitasi dalla Puglia.
L'episodio gioca con il tema scottante (scottante per il pauroso cinema italiano "moderno")del lesbismo e lo fa in maniera più che dignitosa. Simpatici tutti i personaggi, Alberto: fissato con il calcio (la suoneria del suo cellulare è la musica di 90° minuto) e mammone fino al midollo, Laura: timida, introversa e succube della sua futura suocera che gliene farà passare di tutti i colori, Francesca: L'unica che dimostra di avere le palle (Avrà le palle ma è davvero bellissima). Il finale non è dei più esaltanti ma ci può stare. 

3) BALONDOR: Antonio Colnaghi (Un grandissimo Gigio Alberti) è uno scalcagnato osservatore di calcio che è riuscito a far entrare illegalmente in Italia un ragazzino africano con un talento incredibile per il calcio. Colnaghi riesce a procurargli un provino nel Milan ma, durante un controllo medico di routine, si scopre che il ragazzino ha una grave malformazione cardiaca che non gli permette di scendere in campo. L'uomo, ormai sull'astrico, è furente e il giovane africano scappa.
Questo segmento è praticamente retto dal solo Alberti (Mediterraneo) che veicola tutta la parte comica in un modo magistrale. Ma questo episodio ha una fortissima componente drammatica e vuole sopratutto far pensare. Quante volte sono accadute scene come queste? Quanti ragazzini extracomunitari sono venuti nel nostro paese con il sogno di sfondare nel mondo del calcio e poi si sono trovati soli in un mondo a loro sconosciuto? Non lo so, ma credo moltissimi. I
l regista comunque evita un finale drammatico che, in un film come questo, sarebbe stato inappropriato. Condivido, ma credo che l'idea di questo episodio debba essere sviluppata in un lungometraggio.

4) IL TERZO PORTIERE: Yuri Barzalli (Valerio Mastrandea) è stato un grande portiere del passato, ma ora, a trentasette anni suonati, si deve accontentare di essere il terzo portiere di una piccola squadra di C1 (Non la chiamerò mai LEGA PRO). Con pochi soldi risparmiati da giovane e ormai disilluso sul mondo dello sport decide, con altri due compagni, di far perdere l'ultima partita di campionato e di conseguenza la promozione in B alla sua squadra,così da fare una scommessa sicura e mettersi da parte un bel gruzzolo.
Considerando le attuali vicende giudiziarie, la storia di questo episodio non è campata per aria proprio per niente. Regia e cast fanno un buon lavoro (non esaltante) e, al momento della verità, c'è un certo pathos (anche se è facile prevedere il finale).

Insomma, per quel che mi riguarda il calcio non è neanche lontanamente il gioco più bello del mondo, ma questo film me l'ha reso un po' più simpatico.


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lunedì 12 marzo 2012

NON USCIREMO MAI PIU' A RIVEDER LE STELLE

Mi sono imbattuto proprio in questo momento in questo stomachevole (ma, una volta tanto, non per colpa del giornalista) articolo: Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici.
Sentito che roba? Ora, io non so niente di questo gruppo di "studiosi" (Gerush92) né mi interessa saperlo. Di loro però mi sono fatto un'dea: sono i perfetti esempi di questo secolo appena iniziato...  un secolo neo-barbarico, un secolo neo-censorio, un secolo dove la libertà si sta diradando anche nei paesi campioni di questo diritto... cioè il mondo occidentale (non mi sento in colpa per questa preferenza verso l'occidente. Se non siete d'accordo con le mie parole, fatemi degli esempi opposti. Sarò felice di confrontare le mie idee con le vostre).

In ogni caso, non sono qui per confrontare le culture orientali od occidentali. Sono qui per difendere la più grande opera letteraria italiana e, per quel che conta, una delle più grandi della storia dell'umanità.

Nel fare questo vorrei rispondere alle accuse e alle "idee" di questi supposti ricercatori.

1)La Divina Commedia è antisemita, islamofobica e omofobica. Certo che lo è. Sarebbe assurdo il contrario visto che, nel periodo storico della sua stesura, essere ebrei, islamici e omosessuali era (per usare un eufemismo) una cosa riprovevole. Anzi, spesso era addirittura un crimine punito con durezza. E allora? Diamo un bel colpo di spugna al nostro passato per questo motivo? Dimentichiamo che, nel nostro passato (anche molto più recente rispetto al medioevo) l'antisemitismo, l'islamofobia e l'omofobia non solo non erano reati perseguibili, ma erano addirittura motivi d'orgoglio. A scuola ci si va anche per imparare gli sbagli del passato, a questo punto censuriamo anche la conquista spagnola delle Americhe e la seconda guerra mondiale. sono cose che possono turbare le anime pie dei bambini.

2) Bisognerebbe censurare dei passaggi della Divina Commedia. L'unica cosa da censurare è il cervello dei censori. E' chiaro che i passaggi più "delicati" dovrebbero essere spiegati dai professori, ma se si iniziano a censurare i libri in nome del politicamente corretto si entra in un guazzabuglio da cui non se ne esce più. Chi deve decidere cosa è censurabile e cosa no? Secondo quali criteri si dovrebbero censurare delle opere mentre altre dovrebbero rimanere intonse? Se dico che "Tre metri sopra il cielo" urta la mia sensibilità (e guardate che lo fa) mettono Moccia agli arresti?

3) Il razzismo della Divina Commedia oggi sarebbe perseguibile dalla legge. E' vero, ed è un bene che sia così. Quest'opera però è stata scritta nel 1300, non ai nostri giorni. Che ne sapeva dante delle leggi contro il razzismo se questa parola era pressoché sconosciuta nel suo tempo. Allora facciamo una legge retroattiva in modo di arrestare tutti gli spartani che gettavano i bambini deformi dalle rupi. Il ragionamento è lo stesso.

Concludo augurando ai ricercatori menzionati di uscire finalmente a riveder le stelle.
(Nell'immagine: Dante mentre fa apologia al razzismo)




domenica 11 marzo 2012

TELEFILM CONSIGLIATI

Ecco a voi una rapida carrellata di telefilm (degli ultimi anni... sennò a elencarli tutti facciamo notte) di vario genere, di cui consiglio caldamente la visione:

THE SHIELD (Poliziesco - 7 stagioni - concluso) Le vicende di una squadra speciale della polizia di Los Angeles in perenne equilibrio tra la legalità e l'illegalità. Forse il telefilm poliziesco più bello mai girato. Riesce nella difficilissima impresa di attirare l'attenzione dello spettatore per tutte le sette serie senza dargli un attimo di tregua. Se amate questo genere, amerete "The shield".

DEXTER (Poliziesco/Thriller - 6 stagioni - in corso)Protagonista è Dexter Morgan; di giorno ematologo della polizia di Miami, di notte serial killer di altri serial killer. Una serie partita bene che già dalla seconda stagione ha mostrato un po' di stanchezza. Io consiglio assolutamente la prima serie (una delle più belle che mi sia mai capitato di vedere), per le altre, fate voi.

OZ (Drammatico - 6 stagioni - concluso) Un telefilm non per tutti. Ambientato in un carcere duro e terribile, le vicende di diversi criminali alle prese con violenza, stupri, omicidi o semplicemente con la voglia di sopravvivere. Consiglio caldamente le prime tre stagioni, poi la serie esagera fino a diventare la parodia di sé stessa. (PS: Se siete molto impressionabili, o guardate la TV con i bambini al vostro fianco evitate questo telefilm... alcune immagini sono relativamente pesanti e ci sono molti nudi: sia maschili che femminili).

BORIS (Commedia - 3 stagioni - concluso) Odiate le troppe orribili fiction italiane? Amerete alla follia Boris che, di quelle fiction è la parodia (si farebbe prima a dire che Boris è la parodia di questa Italia allo sbando). Tre stagioni da vedere senza se e senza ma. Per ridere e pensare.

THE WALKING DEAD (Horror - 3 stagioni - in corso) La prima stagione mi aveva colpito ed emozionato, la seconda molto meno, staremo a vedere con la terza in produzione. Per chi ama l'horror (ma senza esagerare), in particolare gli zombie.

X FILES (Fantascienza - 9 stagioni -concluso) Un telefilm che ha fatto storia. Non mi spreco in chiacchiere. Guardatelo e basta. (Per lo meno le prime 4 - 5 stagioni).

SCRUBS (Commedia - 9 stagioni - concluso) Le vicende di tre giovani dottori che entrano nel mondo della medicina americana. Simpatico e scorrevole, Scrubs è come le ciliege: un episodio tira l'altro.

MY NAME IS EARL (Commedia - 4 stagioni - concluso) Altra serie davvero simpatica (e originale) stoppata di netto alla quarta stagione, quindi non completa. Questo è un vero peccato.

SONS OF ANARCHY (Crime - 4 stagioni - in corso)Le vicende di una banda di motociclisti californiani vecchia scuola che fa soldi contrabbandando armi. Una delle migliori serie degli ultimi anni. Scritta e recitata da Dio.

DR HOUSE (medical drama - 8 stagioni - concluso) Un altro telefilm che ormai è diventato leggenda, con un protagonista che calsa il ruolo alla perfezione. Le prime due serie sono eccezionali, poi si peggiora sempre di più.

Questi sono per ora i miei consigli per voi. A breve ne arriveranno altri.


martedì 6 marzo 2012

GROUPON ET SIMILIA... IMPOVERIRCI PUR DI RISPARMIARE

In principio furono i supermercati e i grandi magazzini: perché passare prima dal macellaio, poi dall'ortolano e infine dal droghiere quando possiamo fare tutto in un unico luogo, spendendo anche meno.
I piccoli negozianti subirono terribili perdite. Alcuni puntarono sulla qualità della merce e riuscirono a salvarsi, molti altri (non per forza scadenti) chiusero bottega e tanti saluti.
Ma quello fu solo l'inizio, dopo di allora fu un escalation di promozioni (falsamente) vantaggiose per i consumatori.
L'ultimo protagonista è Groupon, una compagnia online di buoni sconto. In pratica ci si registra al sito, si acquistano le continue offerte vantaggiose mentre si sta comodamente seduti sulla poltrona di casa col portatile in mano.
Una pacchia vero?
Non proprio. Anzi, oserei dire un vero e proprio cancro economico.
Mi spiego meglio facendo alcuni esempi.
Più le grandi catene di distribuzione acquistano potere e più la gente si impoverisce, più la gente diventa povera e più è dipendente dalle suddette catene. Questi gruppi commerciali (internet o meno) fanno terra bruciata intorno a sé e la chiusura dei piccoli negozi hanno ripercussioni durissime sui fornitori locali e quindi sui produttori che sono costretti a vendere terre e ricchezze alle grandi imprese. 
La gigantesca catena di supermercati USA Walmart ad esempio ha fatto disastri: è stato calcolato che nelle piccole città dove questi "mostri" sono stati aperti, il crollo delle vendite al dettaglio sia stato del 50%, i prezzi bassi hanno influito sulla qualità della merce (naturalmente in maniera negativa) facendola importare da paesi in via di sviluppo che sfruttano la manodopera minorile in maniera pressoché schiavistica. Le importazioni dalla Cina, ad esempio, sono costate 200.000 posti di lavoro USA. 
In poche parole molta gente ha inizialmente risparmiato, poi si è ritrovata senza lavoro e con un'economia cittadina messa in ginocchio... un affarone non c'è che dire.
Ora vediamo il web marketing: Amazon (per dirne una) sta mettendo in ginocchio praticamente tutte le librerie, i posti di lavoro che si perderanno sono tantissimi in questo settore, che non è il solo a essere in ginocchio naturalmente. 
Groupon è solo l'ultima trovata in questo senso. Anche in Italia numerose imprese stanno iniziando a chiudere per questo motivo, questo vuol dire meno posti di lavoro, meno ricchezza e salari più bassi (per chi il lavoro lo riesce a trovare).
Dovremmo farci delle domande: tutto questo conviene? Conviene davvero risparmiare il 20% su un paio di scarpe mentre il negozio sotto casa chiude ed è costretto a licenziare cinque commessi? Conviene rinunciare alla qualità nel nome della quantità?
Tra dieci o quindici anni tutto sarà in mano a questo tipo di mercato. Non ci saranno più differenze tra i prodotti di una determinata zona o di un'altra. La multiculturalità verrà spazzata via a causa di qualche sconticino visto in internet.
Quando questo avverrà non ci chiederemo più se sia una cosa giusta o no, saremo costretti ad accettarlo, visto che saremo più poveri; sia di soldi, che di cultura.



domenica 4 marzo 2012

FUMETTI CHE PASSIONE - FROM HELL

Tutti quanti conoscerete il bel film con Johnny Depp: From Hell - La vera storia di Jack lo squartatore. Beh, è stato tratto dall'omonima graphic novel disegnata da Eddie Campbell e scritta da Alan Moore (V per vendetta, Watchmen etc). Nonostante siano accomunate, le due opere viaggiano ad altezze differenti e, a farla da padrone, è certamente il fumetto.
Non c'è alcun dubbio che, dietro a questo From Hell, ci sia un certosino studio storico (infatti consiglierei, di documentarsi un po' su questo famoso serial killer del passato prima di iniziare la lettura, in caso contrario si rischia di perdere molto nella comprensione), ma questo aspetto passa in secondo piano rispetto alla grandiosità dell'opera. 
Ottimo il lavoro di Campbell, che ritrae una Londra vittoriana sporca e oscura che ricorda vagamente un girone dantesco (non a caso Dante e l'inferno sono nominati diverse volte. Già dal titolo, ad esempio). 
Ancora migliore la caratterizzazione dei personaggi ad opera di Moore. In pratica non si salva nessuno: i poveri del quartiere di Whitechapel sembrano ratti affamati che non si farebbero scrupoli a uccidere per pochi spiccioli, mentre i ricchi del West End sono folli eccitati e spaventati al tempo stesso dal potere di cui abusano. 
Persino i personaggi che dovrebbero essere positivi, sono circondati da un'aura malsana (come ad esempio l'ispettore Abberline, che dovrebbe incarnare l'eroe buono e coraggioso, ma che alla fine si inchina spaventato all'insabbiamento ad opera della Corona e la massoneria).
Grandissimi anche gli innumerevoli personaggi secondari e senza nome che contribuiscono a rendere orribilmente realistica la storia (dovessi campare cent'anni, non mi scorderò mai la vignetta dove un mitomane scrive una lettera indirizzata alla polizia dove fingendosi lo Squartatore mentre, con l'altra mano, si masturba).
Su tutti troneggia il buon (?) vecchio Jack, ossia il medico ufficiale della casa reale William Gull (non faccio spoiler. La cosa è chiara fin da subito), un massone visionario che ha il compito ti tappare la bocca alle povere prostitute che rischiano di distruggere la famiglia reale (qui invece non vado oltre, visto che lo spoiler ci sarebbe). Il personaggio risulta. fin dalle prime pagine, affascinante e terribile, come un serial killer dovrebbe essere (sopratutto terribile). 
In definitiva, i due autori giocano con uno degli argomenti che più fece scalpore nella Londra di fine 800 e dimostrano di conoscere bene le regole del gioco, incollando il lettore sulla poltrona, lasciandolo affascinato e, al tempo stesso, orripilato dalle crudissime immagini che ha tra le mani.
Consiglio questa graphic novel agli appassionati di thriller storici e a quelli di Moore. Chi considera i fumetti, tutti alla stregua di Topolino se ne stia alla larga. Non è una critica, è un consiglio che vi farà risparmiare soldi e un bel mal di stomaco.


Dall’inferno
Mr Lusk,
Vi mando metà del rene che ho tolto a una donna.
L’altra metà me la sono arrostita e mangiata.
Una vera bontà.
Vi potrei mandare pure il coltello con cui l’ho squartata,
basta che aspettate un pochettino.
Prendetemi se ci riuscite, mister Lusk
(secondo gli esperti, questo è il testo dell'unica lettera autentica di Jack lo squartatore).